“C'è un certo sollievo nel cambiamento, anche se di male in peggio! Come ho spesso scoperto quando viaggiavo come cocchiere, è spesso confortevole cambiare la propria posizione, ed ammaccarsi in un posto diverso.”

Washington Irving

Questo scritto é frutto di pensieri sparsi, frammentati, divaganti.

Nel riflettere che il luogo o il tempo per un'azione che pretende di essere comunicabile in forma scritta; fissa l'attimo imponderabile, trasformandolo semplicemente in una scheggia dell'avvenuto, procedo con discordanza, e timore dell'incomunicabile. Infatti nel momento successivo in cui vado a dare forma ragionevole, il frammento recepito diventa un: ciò che é stato, ma che non può più essere.

Ogni persona è unica, un universo da scoprire, tale relazione, mi spinge all'arte di comprendere, a muovermi in mondi possibili ad espandere anche il mio.

Atelier: parola francese che significa laboratorio, bottega dell'artigiano, luogo dove l'artista con strumenti opportuni realizza, l'apprezzabile.  Ma il luogo o il tempo per tale opera è a sua volta un frammento concettuale da prendere in considerazione senza presunzione, quindi nel darmi ulteriore supporto aggiungo: Techne parola greca che comprende nella lingua Italiana sia la parola arte, sia la tecnica; questo per la possibilità, la capacità di fare semplicemente qualcosa con strumenti adeguati allo scopo.
La parola arte deriva anche dal concetto di mosaico: comporre frammenti, realizzare, assemblare.  Con frequenza ho il piacere, nonché l'esigenza di ritrovare, elaborare, scomporre e a ricomporre elementi abitualmente non riconosciuti, risorse inespresse, potenzialità che soddisfano la motivazione di ciò che vado ad apprendere, anche se spesso, applicando tale modalità, fanno sentire la loro presenza alcune, inevitabili, contraddizioni. 

Entrare in un laboratorio ove vige un leggero disordine mi restituisce l'impressione che vi sia attività, si svolga qualcosa di utile, notare pezzi di materiale sparso, frutto di tagli, di aggiunte, intravvedere il contenitore degli scarti, con il suo dentro, il suo fuori, oppure di ciò che è stato messo da parte; porre l'attenzione sugli strumenti per agire, soddisfa il mio desiderio di conoscenza.

Denis Diderot evidenzia come in un momento giovanile della propria vita, con la fantasia ci si costruisca una splendida statua; per poi impiegare parte consistente del proprio tempo successivo di vita, a cercare di assomigliare a tale bellissima immagine di sé. In questi ultimi anni, nel togliere le scorie posatesi, le croste formatesi nel tempo, a volte con sollievo, altre con qualche leggero dolore, altre ancora con sofferenza maggiore, nella mia statua individuo anche le crepe, i buchi, le mancanze, nonché stimoli a continuare...

Uno strumento utile per procedere consiste nel rendermi conto che vi sono momenti per porsi domande e stare nel dubbio, altri per affermarmi in una lauta scorpacciata narcisitica, altri per riflettere, per imparare ad osservare, ad ascoltare, a contemplare.
Apprendo, non solo nell'azione di counseling, che l'incontro con l'altro, è anche alterità, straniamento; i gradi di consapevolezza e l'eperienza che si creano sono basilari in questo laboratorio che risente del fluire del tempo, dello stratificarsi delle molteplici esperienze.

Rendere i confini del sapere flessibili, osmotici, mi appassiona, e mi destabilizza, quasi un viaggio in terre inconsuete, uscendo da abitudini sclerotizzate.

Corro dei rischi, l'incognita sempre presente di non sentirmi efficacemente a casa quando sono dentro i miei confini, stabilmente in procinto di uscirne, con la nascente nostalgia del ritorno, nel calore certo o illusorio di poterne ritornare; scopro di essere un timoroso viandante, anche se inizialmente baldanzoso nell'affrontare l'ignoto.
Eppure a passo lento a volte riesco anche a voltarmi pensando che il non essere rimasto sempre nel cortile di casa ad un certo punto, sentendomi sul bordo della scoperta del nuovo assimilabile incomincio a non sentirmi più del tutto straniero, anche se fuori dal mio abituale territorio.

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Mirco Chiodi
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