sensazione d'impotenza

procedere comunque

Vivere il presente intensamente



Viviamo immersi in una fitta rete di pensieri e rappresentazioni che ci fanno percepire il passato e il futuro come proprietà distinte della nostra esistenza, quasi fossero territori separati e in comunicazione l’uno con l’altro solo attraverso la fragile cerniera del presente.


Varcare la soglia della consapevolezza, anche solo per un istante, per accorgersi che passato e futuro non sono affatto realtà concrete, bensì astrazioni, immagini escogitate dalla mente per cercare ordine e sicurezza in un mondo di continuo mutamento. Il passato, con le sue memorie, viene continuamente reinventato, ricreato: ogni volta che ci avviciniamo ai ricordi, selezioniamo, coloriamo, interpretiamo e perdiamo dettagli, fino a disegnarci storie che a volte servono a consolarci e altre volte a incatenarci. Il futuro, proiettato da desideri e paure, resta un territorio incerto e fluido, esposto ai venti della nostra immaginazione e mai davvero afferrabile.

Proprio qui si radicano molte sofferenze che attraversano la nostra vita. Quando la memorie diventa angusta sedimenta la tristezza, la depressione s’insinua tra le pieghe di ciò che si è vissuto e che non tornerà, alimentando rimpianti, malinconie, persino rabbia per ciò che non si è potuto o voluto realizzare. Dall’altro lato, le ansie e le inquietudini del vivere traggono linfa dall’avvenire: temiamo ciò che ancora non esiste, ci tormentiamo per gli scenari che la mente costruisce anticipando la paura dell’abbandono, alimentando la sensazione del fallimento. Può avvenire senza rendercene conto, di essere vittime degli inganni del nostro stesso pensare, prigionieri di illusioni che hanno la consistenza impalpabile dei sogni e il peso reale del piombo.

Ma c’è un altro modo di abitare il tempo, uno sguardo più radicale e soddisfacente che si apre quando impariamo a vivere il presente nella sua integralità, senza riserve e senza paura. In quell’attimo di pienezza, tutte le distinzioni tra prima e dopo si sfaldano, e il tempo diventa uno spazio unitario abitato dall’esperienza viva. Non si tratta di negare la memoria, né di fingere che il futuro non abbia importanza, ma di riconoscere che tutto ciò che davvero possiamo vivere, pensare, sentire, accade solo ora, nel qui e ora in cui la vita si fa reale: il presente come attimo di massima densità e verità, come crocevia di tutti i nostri tempi.

La vita non ci esime dallo smarrimento, dall’imponderabile che accompagna ogni cammino umano. I momenti di difficoltà, le prove che appaiono immeritate e troppo grandi, sono esperienze comuni e universali. Può coglierci il dubbio, la fatica del procedere, la perdita del desiderio, alimentando l’esigenza di fermarsi o di abbandonare la strada. Ma è proprio nei passaggi più oscuri, quando tutto pare perduto, che s’impara una lezione fondamentale: l’unico modo per uscire dalle difficoltà è continuare ad avanzare, procedere anche se il passo si fa lento e il cuore gravato di pesi. Fermarsi, lasciarsi andare allo scoraggiamento, significa impantanarsi nello stagno della sofferenza, perdere slancio e speranza.

La metafora dell’inferno, qualunque sia la forma che assume nei nostri percorsi interiori o nella realtà concreta, ci insegna che persino il dolore più estremo può essere attraversato, purché si abbia il coraggio di continuare nell’azione. Ogni passo, anche tremante e incerto, ci avvicina a un’uscita, a un cambiamento, a una nuova consapevolezza che solo l’attraversamento del buio può generare. Solo avanzando, anche tra le avversità, riusciamo, lentamente, a ritrovare noi stessi e a riaprire uno spazio di possibilità.

Un altro aspetto fa la differenza tra chi si lascia vivere passivamente e chi sceglie di agire. Le persone che affrontano la vita muovendosi con intenzione, senza aspettare di essere spinte dagli eventi, spesso finiscono per costruire un’esistenza più soddisfacente e ricca. Non si lasciano definire solo dalle reazioni agli stimoli esterni, ma imprimono una direzione personale agli avvenimenti, trasformando le prove in occasioni di crescita e maturazione. Al contrario, chi esita, si percepisce vittima della fortuna o delle circostanze, rischia di restare invischiato in una narrazione di impotenza, autoalimentando la convinzione che nulla dipenda davvero da sé.

D’altro canto, ogni obiettivo che valga la pena di essere raggiunto ha un prezzo da pagare. Nulla che davvero conti nella nostra esistenza si ottiene senza uno scambio, senza un impegno reale. Chi desidera laurearsi dovrà confrontarsi con le notti sui libri, la fatica degli esami, la costanza dello studio. Chi vuole riconquistare un benessere fisico dovrà accettare la disciplina, la rinuncia al piacere immediato, le piccole e grandi sconfitte quotidiane. Tutto ciò che viene venduto come “gratis”, senza fatica né sacrificio, nasconde spesso una trappola; la realtà ci insegna che ciò che ha valore richiede un prezzo in dedizione, attenzione, tempo, costanza. Nella realtà imprevedibile, spesso smarrita e mai del tutto pacificata che è la nostra vita, imparare ad accettare l’imponderabile, ad attraversare i momenti difficili senza fermarsi, ad agire invece che soltanto reagire, significa diventare padroni del proprio presente. È questa la libertà autentica: vivere nell’unità del tempo, sapendo che solo adesso, nel calore e nel rischio dell’oggi, ogni cosa trova il suo vero significato.

Siamo abituati a pensare il passato e il futuro come territori separati e definiti, dimensioni quasi autonome che scandiscono e segmentano il corso della nostra esistenza. Eppure, nel profondo, più che solide realtà, passato e futuro si rivelano astrazioni sottili, costrutti della mente continuamente modellati, distorti e spesso ingannevoli. Sono rappresentazioni che, proprio perché appartengono al regno dell’immaginazione, finiscono spesso per essere causa di ansie, rimpianti, malinconie senso d’impotenza. La depressione, ad esempio, trova la sua linfa nella prigione delle memorie tristi, dei rimpianti incatenati a ciò che non si può più modificare; mentre l’ansia si alimenta del timore verso ciò che ancora non esiste, popolando il domani di incertezze e scenari nefandi, spesso ben più vividi e spaventosi di quelli che il reale potrà mai offrire.

Nel tessuto delicato della vita umana, dove smarrimento e imponderabile sono compagni inevitabili, spesso tutto ciò che vorremmo è una certezza a cui aggrapparci. Consapevoli che nessun argine può davvero contenere il fluire incostante degli eventi e dei sentimenti. Qui, allora, entra in gioco la sola prospettiva temporale che sappia offrirci un respiro autentico: quella del tempo presente. Se vissuto integralmente e senza riserve, il temp presente diventa uno specchio trasparente, capace di riunire e dar senso a ogni istante della nostra storia personale, un modo di essere in cui la separazione tra memoria e aspettativa si dissolve nell’unità dell’adesso. Nel presente, tutti i “tempi” della nostra esistenza si ritrovano, come le tessere di un mosaico che restituisce un’immagine finalmente completa: ciò che siamo stati, ciò che saremo, ciò che siamo, confluiscono in una presenza condivisa e carica di senso.

La consapevolezza non ci risparmia la fatica e la tempesta dei momenti difficili. Ogni avversità si presenta come un test, spesso spietatamente immeritato, una sfida che sembra volerci mettere all’angolo. Smarrirsi, cedere alla tentazione dell’impotenza o del vittimismo, può sembrare la via più semplice. La vita ci insegna che l’unico modo per uscire dalla palude del dolore è continuare ad avanzare, passo dopo passo. Fermarsi nel mezzo della prova significa impantanarsi, lasciarsi trascinare a fondo dalle stesse paure e dalle stesse memorie che ci avvelenano. Anche l’inferno, per quanto feroce, può essere superato, a patto di non rinunciare a camminare.


Nessun tunnel dura per sempre, nessuna notte è priva d’alba: è solo attraversando la sofferenza e l’incertezza, persino l’assurdo e il caos, che si può trovare un nuovo varco verso la luce.



La nostra immaginazione ingrandisce così tanto il tempo presente, che facciamo dell'eternità un niente, e del niente un'eternità.
Blaise Pascal

- Gestalt Counselor - Dott. Scienze e Tecniche Psicologiche - Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni -

Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.