Succede chi prima, chi poi di ritrovarsi a rimandare, a posticipare
le azioni che vorremmo o dovremmo fare, pensando che ci sarà sempre
un domani, un tempo migliore, una condizione più favorevole. Mormoriamo
a noi stessi frasi tipo: “lo farò più tardi” oppure “adesso non è il momento”;
ignorando quanto la vita sia breve, che scorre inesorabile come acqua tra
le dita, sabia nel vento, e che nessuno può fermare il suo fluire costante.
Rimandare a domani le esperienze, le emozioni, i rapporti, significa
in fondo illudersi che il tempo sia una risorsa infinita. Ma la verità,
a volte difficile da accettare, è che la vita se ne va, che ogni
attimo passato non può essere riavvolto, che il presente è l’unico
tempo che davvero esiste e ci appartiene.
Spesso pensiamo che domani potremo fare ciò che oggi non riusciamo, ma questa è, appunto, una vana illusione. Se oggi ci manca il coraggio, la determinazione, la voglia, sarà molto difficile trovarli domani. Ciò che non puoi fare oggi, probabilmente non sarai in grado di farlo nemmeno domani, perché il tempo non porta con sé soluzioni magiche, ma solo la continuità di sé stesso e delle nostre abitudini. Ecco perché è fondamentale vivere e agire, senza perdersi nell’attesa di un giorno perfetto che forse non arriverà mai.
Bisogna imparare a vivere pienamente, a sperimentare, a fare e a sentire tutto quello che la vita offre: godere, piangere, sorridere di nuovo. Le emozioni sono il tessuto stesso del nostro esistere. Non voler soffrire è un’illusione che porta con sé solo altra sofferenza, perché ci priva anche della possibilità di gioire intensamente. Chi cerca di evitare a ogni costo il dolore finisce spesso per impantanarsi nella noia, in un’esistenza piatta, senz’anima, svuotata di entusiasmo.
Tutto va, e nulla torna davvero. Le occasioni perse, le parole non dette, i gesti mancati, non si possono recuperare né rimpiangere troppo a lungo: esse svaniscono nel tempo che passa, lasciando magari un lieve rimpianto ma nessuna possibilità di riscatto. Questa consapevolezza non deve però angosciarci, ma spronarci a vivere con più presenza, a cogliere ogni attimo nella sua pienezza.
Quando moriremo, tutto questo sarà finito senza giudizio, senza appello; nessuna seconda possibilità, nessuno che ci chiederà conto dei nostri rimpianti o delle nostre esitazioni. Solo il silenzio dopo il passaggio, il sipario che si chiude. Proprio per questo, dobbiamo ricordarci ogni giorno che la vita è ora, in questo preciso istante: va vissuta, sofferta e gioendo accolta in tutte le sue sfumature, senza procrastinare. Solo così, forse, arriveremo alla fine senza rimpianti, con la consapevolezza di aver davvero vissuto.
Se da un lato è vero che la vita va vissuta pienamente, senza continuare a rimandare, dall’altro è altrettanto importante riconoscere il valore dell’attesa consapevole. Non sempre è produttivo agire per forza, senza ascoltare le nostre energie, i nostri reali bisogni, la disposizione d’animo che, inevitabilmente, oscilla tra momenti di slancio e periodi di stanchezza o confusione. C’è infatti una sottile ma fondamentale differenza tra il rimandare per paura, inerzia o abitudine e il saper aspettare i tempi giusti, quelli in cui ci sentiamo davvero “in forma” per cogliere al meglio ciò che la vita ci offre.
Attendere il momento propizio non significa sottrarsi alla vita, né fuggire le responsabilità, ma vuol dire saper leggere sé stessi, comprendere quando una situazione può maturare oppure quando è il caso di fermarsi a raccogliere le energie. La natura stessa ci insegna il valore del tempo: i frutti maturano solo quando è il loro tempo, i semi germogliano secondo la loro stagione, nulla viene forzato senza che ne risenta la qualità.
In questo senso, sapersi dare tempo e ascoltare il proprio ritmo interiore è segno di saggezza e di rispetto per sé stessi. Non si tratta, quindi, dell’attesa vuota, dettata dalla pigrizia o dal timore del cambiamento, ma piuttosto quella attesa attiva, che prepara il terreno e fa fruttare al meglio le opportunità quando arriveranno. Talvolta, inseguire a tutti i costi l’idea che “bisogna fare tutto subito” può portarci a scelte affrettate, risultati insoddisfacenti o errori che potevano essere evitati con un po’ di pazienza.
L’equilibrio sta dunque nel riconoscere quando è il momento di agire, e quando invece è necessario concedersi una pausa, ricaricarsi, osservare, riflettere. Ogni essere umano attraversa fasi differenti: a volte siamo pronti a lanciarci nel mondo, altre volte abbiamo bisogno di silenzio, di introspezione. Dobbiamo concederci il permesso di non essere sempre “al massimo” e non giudicarci per questo.
In fondo, la vera arte della vita è proprio questa: essere presenti nel qui e ora, pronti a cogliere l’attimo quando arriva, ma anche capaci di aspettare che sia davvero il nostro attimo, senza per questo vivere nell’ansia del rimando perpetuo. Il valore non sta solo nell’azione, ma anche nella preparazione, nell’attesa creativa che precede il gesto.
Dunque, vivere pienamente significa anche rispettare i propri tempi, senza sprecare la vita, ma nemmeno svuotarla di qualità e senso. Bisogna trovare il coraggio di agire quando serve, ma anche la maturità di attendere il momento in cui ci sentiamo davvero in armonia con noi stessi e con la vita che ci accade. Così, ogni decisione diventa più autentica e ogni esperienza più intensa e significativa.
Smettere di rinviare, rimandare per la paura di sbagliare,
tornare a essere attivi nella propria vita.
Ogni giorno, quello che scegli, quello che pensi e quello che fai è ciò che diventi.
Eraclito
Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.