Chi più chi meno, nel corso della vita sperimenta dei cambiamenti, provando cose nuove e diverse, ma il nucleo di ciò che si è essenzialmente, con frequenza rimane lo stesso. I ruoli cambiano, ma il nostro vero sé, nucleo, rimane costante. Attraversiamo variegati aspetti, definibili come delle parti teatrali. Di fatto attori che svolgono più vite in una sola vita. Il nostro nucleo, ciò che si potrebbe definire come l'essenza o il vero sé, tende a rimanere stabile. È quella parte di noi che racchiude i nostri valori fondamentali, le convinzioni più profonde e le inclinazioni innate. Se le esperienze e le sfide della vita ci costringono a modellarsi, l'autenticità spesso risiede nel riconoscere e mantenere fede a quel nucleo, anche mentre attraversiamo vari momenti dolorosi. Vivendo possiamo anche dimenticare che le polarità caratteriali possono essere delle etichette, delle classificazioni, con il rischio di identificarci con i ruoli che interpretiamo. Classificazioni possono aiutare a comprendere meglio alcuni aspetti di noi stessi e degli altri, ma non dovrebbero definire la nostra identità. Ogni individuo è complesso e in continua evoluzione, e le polarità caratteriali possono limitare la nostra percezione di chi siamo autenticamente. È importante rimanere aperti, darci la possibilità di esplorare e correre il rischio di abbracciare tutte le sfumature della nostra personalità senza sentirci incasellati.
Aspetti che cambiano e mutano nel corso della nostra vita. Ma quando ci ancoriamo alla verità del nostro essere, a quel nucleo dentro di noi, possiamo scegliere di tenere o lasciar andare i nuovi ruoli nel proseguire esistenziale, parti che si presentano, sapendo che ci offrono una nuova prospettiva sulla nostra vita e una ulteriore comprensione della vita dei nostri simili. Nell’età infantile, giocando, attendevamo con impazienza i cambiamenti di ruolo nella fretta di crescere. Sebbene le favole ci spingevano a credere al classico finale del, vissero felici e contenti, fosse una piacevole, destinazione inderogabile. Tuttavia, crescendo, scopriamo che la realtà è più complessa, e quei finali perfetti appaiono a volte sfuggenti. La vita è fatta di delusioni, frustrazioni, sorprese, investimenti affettivi eventualmente infelici, ma anche di momenti di felicità, che spesso assumono forme diverse da quelle delle favole. La vita è anche una serie di destinazioni, semplici tappe di un lungo viaggio con salite e discese, curve e rettilinei, in territori sempre diversi. Potremmo dover superare una sensazione di resistenza mentre posiamo passare da persona senza figli a eventuale genitore, da capo a subordinato, da autonomo a esecutore, da assistente a destinatario, da autoctono a indigeno. Può essere utile ringraziare con affetto il ruolo che stiamo lasciando prima di accogliere quello nuovo.
Un passo importante. Un gesto di gratitudine verso di noi, consente di riconoscere il valore e le esperienze del passato, facilitando una transizione sicuramente più serena, ricca di energia verso il nuovo potenziale ruolo. A riflettere sui momenti di crescita e ulteriore apprendimento, e a lasciar scorrere eventuali rimpianti. Una prospettiva di gratitudine per sostenere, motivare l’atteggiamento pro attivo verso il futuro, favorendo un’accettazione, una riuscita dei propri intenti, una maggiore consapevolezza e apertura ai cambiamenti. Questo è il motivo, lo scopo delle varie, a volte anche sconvolgenti cerimonie nelle culture di tutto il mondo fin da tempi remoti. Rendevano esplicito la trasformazione di status o identità, aiutavano a riconoscere e accettare il nuovo ruolo. Attribuivano un senso di importanza e sacralità al cambiamento, aiutavano a interiorizzare il nuovo ruolo. Permettevano di lasciare il tempo passato in modalità significativa. Attraverso simboli, rituali e celebrazioni, questi eventi fornivano un quadro ben strutturato per affrontare le rivoluzionarie transizioni della vita. Possiamo scegliere tra quelle collettive o crearne una nostra, onde celebrare i cambiamenti della nostra vita e accogliere le nuove, si spera, entusiasmanti avventure. Come attori sul palcoscenico del quotidiano, o dello straordinario passare del tempo, i nostri diversi ruoli sono costumi che indossiamo a seconda delle esigenze e poi togliamo. Ogni ruolo che interpretiamo ci offre una prospettiva diversa attraverso cui comprendere noi stessi. Sperimentare diversi ruoli ci aiuta a esplorare e integrare parti di noi stessi che altrimenti potrebbero rimanere in ombra. Riconoscere come e perché
cambiamo ruolo
può offrire intuizioni sulle nostre motivazioni, sogni e bisogni più profondi. Infatti ogni esperienza e ruolo favorisce, arricchisce la comprensione di noi stessi, aiutandoci a espandere, arricchire la nostra identità. Quando ci prendiamo un momento per capire che ogni trasformazione, anche rivoluzione, può essere un'avventura, una celebrazione e un'opportunità per interpretare una nuova parte, potremmo persino essere in grado di riconquistare la gioiosa attesa della nostra nuova giovinezza, mentre passiamo da un ruolo all'altro.
Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne, tutti, non sono che attori. Hanno le loro uscite e le loro entrate; e un uomo nel suo atto interpreta diverse parti.
William Shakespeare
Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.