scelte

efficaci

L'esigenza di scegliere


Dinamiche mentali funzionali a prevenire un eccessivo dispendio energetico, evolutesi in epoche precedenti, in ambienti richiedenti un’elevata e rapida adattabilità, continuano a dare il proprio contributo alle attuali umane esigenze, non solo nelle funzioni di base atte alla sopravvivenza. Ma uno sforzo volontario fisico, cognitivo, emozionale prolungato, può generare un senso di stanchezza, specie se ciò che lo ha motivato non corrisponde al risultato avvenuto, alterando la possibilità di agire ulteriormente con maggiore oculatezza. Questo dimostra quanto l’esigenza di prevenire tale scompenso, sia di rilevante importanza, generando un’attenzione compensatoria e preventiva a mantenere l’omeostasi organismica. Le variabili ambientali, in cui si è coinvolti, stimolano l’attivazione delle risorse cognitive disponibili. Risorse atte a sodisfare le opportune richieste, sottopongono l’organismo a un parsimonioso, adeguato e funzionale consumo energetico cognitivo. Un autocontrollo indispensabile, onde evitare un logoramento dispendioso e controproducente. Questo in base a recenti ricerche.
Martin Seligman, Università della Pennsylvania che ha coniato il termine impotenza appresa; con studi e relativi esperimenti sui cani in laboratorio trovando conferme alle proprie affermazioni; dimostra che vi può essere un conseguente comportamento, in soggetti sottoposti a continue, ripetute situazioni frustranti, di palese senso di impotenza. Sofferenze continue, depauperanti le energie disponibile per avere controllo sugli eventi, possono attivare l’accentuazione all’annullamento della volontà. (M. E. P. Seligman, Learned helplessness, in Annual Review of Medicine, vol. 23, n. 1, 1972, pp. 407–412)
Recenti studi effettuati, provano l’indolenza del cervello umano, quale caratteristica nell’essere funzionale alla sopravvivenza. Evidenziano quanto la necessità di risparmiare energie cognitive, possa supportare il costrutto del senso del limite. Per una naturale continua ricercata omeostasi.
Matthieu Boisgontier in uno studio presso Università della British Columbia, evidenzia una propensione cognitiva all’evitare eccessivi sforzi fisici. Senza negare l’importanza dell’attività motoria non solo a fini ludici o competitivi. La conservazione dell’energia è stata essenziale per la sopravvivenza degli esseri umani, poiché ci ha permesso di essere più efficienti nella ricerca di cibo, nel competere per i partner sessuali e nell’evitare i predatori. (Matthieu Boisgontier Le syndrome du paresseux: Petit précis pour combattre notre inactivité physique. 2020)
La dimostrazione, secondo Matthieu Boisgontier, che la volontà, energia attivabile per una maggiore velocità nell'allontanamento da immagini dall'inattività fisica è dispendiosa, richiede un coinvolgimento maggiore delle risorse dell’intelletto.
Ulteriore interesse al riguardo lo pone Roy F. Baumeister, nel Department of Psychology University di Cleveland e collaboratori, nel 1998 con diversi esperimenti coniando il termine “Ego Depletion” (Roy F. Baumeister, E. Bratslavsky, M. Muraven, D.M. Tice (1998) Journal of personality and social psychology 74 (5), 1252) per indicare un’implicazione che può inficiare le funzioni d’autocontrollo quando si è affaticati, specie in compiti dalle motivazioni non gratificanti, compiti a loro volta aggravanti ulteriormente le limitate risorse cognitive di risposta. Portando funzioni cognitive di rilievo decisorio, alla rinuncia di elaborazioni gravose, onde prevenire un ulteriore depauperamento.
Nell’affermare che una parte delle energie cognitive auto regolamentatrici sono utilizzate in atti di volontà, considerando la possibilità di affaticamento, evidenzia l’importanza di mantenere in allenamento tale funzione, alla stregua dei tessuti muscolari. Funzione attiva in elaborazioni controllate, piuttosto che automatizzate o in scelte attive piuttosto che in scelte passive, comportamenti dall’immediato agire, risposte che richiedono urgenza. Un’auto-risorsa soggetta a dissipazione, in grado di influenzare il comportamento nello stesso modo in cui vi può essere spinta all’agire, come al frenare l’agire. A fronte di motivazioni forti o deboli, gli impulsi più forti assorbono maggiore energia per essere acquietati, come lo può essere il resistere alle tentazioni soggette al desiderare.


Ogni giorno, quello che scegli, quello che pensi e quello che fai è ciò che diventi.
Eraclito

- Gestalt Counselor - Dott. Scienze e Tecniche Psicologiche - Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni -

Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.