Sempre vero e semplice il consiglio di
non lasciarsi prendere dalla fantasia, ma di rimanere ancorati alla realtà
e di prendere decisioni basate sui fatti piuttosto che sulle associazioni di idee.
Secondo Daniel Kahneman
Il rammarico è un emozione, ed è anche una punizione che infliggiamo a noi stessi.
La paura del rammarico agiscome fattore di molte delle decisioni che le persone
prendono (Non farlo, te ne pentirai è un comune avvertmento),
e la vera e propria esperienza del rammarico è nota a tutti.
Questo stato emozionale è stato descritto ben da due psicologi olandesi,
i quali hanno osservato che il rammarico si accompagna all'idea che si sarebbe dovuto
capire che non si doveva fare quella certa cosa,
a un senso di vuoto alla bocca dello stomaco, a pensieri riguardanti
Terrore fatto e le opportunità perdute, alla tendenza a mordersi
le mani e rimediare all'errore, e al desiderio d tornare indietro,
azzerare quanto si è compiuto e avere una seconda chance.
Il rammarico intenso è quello chi si sperimenta quando si immagina
facilmente di fare una cosa diversa da quella che si è fatta.
Il rammarico è una delle emozioni controfattuali che sono innescate
dalla disponibilità di alternative alla realtà.
Dopo ogni disastro aereo si narrano storie particolari
di passeggeri che «non avrebbero dovuto» essere a bordo
di quell'aereo: o hanno trovato un posto all'ultimo momento
o sono stati trasferiti da un'altra linea aerea su
quell'apparecchio o sarebbero dovuti partire un giorno prima,
ma sono stati costretti a rimandare la partenza.
La caratteristica comune di queste storie struggenti
è che riguardano eventi insoliti, ed è più facile annullare
con l'immaginazione gli eventi insoliti
che quelli normali. La memoria associativa contiene
una rappresentazione del mondo normale e delle sue regole.
Un evento anormale attira l'attenzione e attiva anche
l'idea dell'evento che sarebbe stato normale nelle medesime circostanze.
Daniel Kahneman
Tratto da: Pensieri lenti e veloci. Mondadori, Milano 2015 p. 375
Penso ai miei errori passati, e non posso rammaricarmene. Significherebbe calpestare la mia giovinezza, e non voglio assolutamente farlo. Gli entusiasmi di un tempo mi venivano dalla vitalità, dal desiderio di scandalo e di provocazione, da una volontà di efficacia nonostante il mio nichilismo di allora. La cosa migliore che possiamo fare è accettare il nostro passato; oppure non pensarci più, considerarlo morto e sepolto.
Emil Cioran
Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.