stupore

nel rischio

Stupore e rischio per la felicità

Con frequenza, tendiamo a concentrati sui nostri pensieri, inconvenienti e desideri perdendo di vista ciò che accade intorno a noi. Per dare valore a se stessi, è importante realizzare anche un passo indietro e lasciar andare l’esigenza di focalizzarsi esclusivamente su di sé; infatti, osservare e comprendere la realtà che ci circonda, le persone e le situazioni in cui agiamo è fondante. Utile ad allenare l’empatia, ad ampliare le prospettive possibili, onde rimanere connessi con il mondo esterno, ampliando l'osservazione e l'attento ascolto, scoprendo nuove possibilità verso noi stessi ad arricchire la comprensione interiore. Dobbiamo prima allontanarci dal nostro ego e dalle nostre personali preoccupazioni. Possiamo ottenere un’ampia prospettiva di continua conoscenza. Concetto presente in molte e antiche scuole filosofiche che enfatizzano l'importanza della consapevolezza del vivere il tempo presente, andando oltre l'ego, a raggiungere una comprensione ampliata di sé e del mondo circostante.


Una funzionale presa d’atto nasce dall’auto consapevolezza e dall'accettazione di sé, in una realizzazione basata su un processo esplorativo di scoperta e accettazione non forzata. Come sintetizza efficacemente Arthur Schopenhauer, “perdiamo tre quarti di noi stessi per essere come le altre persone”.


Il conformismo e la perdita della propria individualità, sacrificata in tentativi di adattamento a modi e aspettative della società non conformi al nostro essere, ci porta a dimenticare chi autenticamente siamo uccidendo l’originalità. Essere fedeli a sé stessi valorizzando il riconoscimento della propria individualità.


Ecco l’importanza di strumenti e di aiuto, dalle meditazioni, alle terapie, che facilitano una sedimentazione degli apprendimenti a generare un’organica e genuina trasformazione personale.


Essere eccessivamente audaci e orgogliosi con la propria esistenza, nel chiedere a volte anche troppo da se stessi, affrontando sfide e avversità che possono risultare sproporzionate è indubbiamente determinante a sviluppare senso di coraggio, ma, non sempre opportuno. Valido il concetto che l'orgoglio può favorire autostima e contribuire alla determinazione, a realizzare ambiziosi obiettivi; ma un eccesso di orgoglio realizza arroganza e scarso adattamento alle variegate avversità. Non essere in grado di accettare i propri limiti rende vulnerabili accentuando le fragilità insite in ognuno di noi. Le sventure del vivere sono parte inscindibile dell’umana condizione, dove una grande forza risiede infatti anche nell'accettare ciò in cui non siamo in grado di controllare. Anche tenendo presente che sono proprio le avversità a permetterci di sviluppare una maggiore e profonda comprensione della vita. Vi sono sventure che incidono pesantemente sulla serenità individuale e collettiva, ma altrettante formative per mantenere allenate le caratteristiche psicologiche atte a muoversi nel mondo con umile costruttiva saggezza. Trasformando l’audacia in un ulteriore strumento di equilibrio interiore.


L’incertezza è il mare in cui navighiamo pur nello sconcerto è con la sottile parvenza di poterci emancipare dall’illusione di controllo. Rimane forte l’umana tentazione a sopravvalutare con la propria fantasia le capacità di influenzare gli eventi. Il manifestarsi in diverse forme, dalla fiducia eccessiva nel prendere decisioni o all'attribuire conseguenze e cause a fattori, illusoriamente ritenuti sotto il proprio controllo, soprattutto quando si manifestano eventi influenzati chiaramente con casualità; rivela che la vita è un flusso costante, continue trasformazioni. Un dinamismo che la rende sia affascinante sia imprevedibile. Sfide, eventi, esperienze di gioia contribuiscono a renderla vibrante e unica nell’arricchire le nostre prospettiva permettendoci di evolvere, sperimentare, scoprire, favorendo l’adattamento a nuove opportunità.


La necessità umana di certezze, tende alla sottovalutazione delle alternative considerabili, sviando, minimizzando o paralizzando le scelte; nota con il termine paradosso della scelta, una dinamica in cui un eccesso di informazioni, troppe opzioni a disposizione, può paralizzarci al decidere. La tendenza a scegliere l’opzione più agevole al contesto, riaffermando anche l’illusione alla perfezione. Paradossalmente è proprio questa la decisione migliore, accettare che qualsiasi scelta è comunque valida, pur con strascichi di insoddisfazione; in questo fatichiamo per il semplice fatto di non essere sufficientemente allenati all’imprevisto. Si ricorre a narrazioni apparentemente coerenti per dare spiegazioni a eventi comunque complessi e incomprensibili. Sono narrazioni utili a fornire un senso di tranquillità, pur basate su informazioni non complete o addirittura distorte, amplificando una percezione della realtà addirittura distopica. Possiamo anche considerarla arroganza irrazionale l’esigenza a rifiutare l’incertezza, favorendo conseguenze disastrose, pur essendo una strategia di adattamento alla scelta molto antica. Una sicurezza apparente, a restituire un'immagine illusoria di prevedibile stabilità a scapito dell'esplorazione verso alternative anche critiche ma costruttive. L’incertezza rifiutata a priori genera ansia, eccessivo stress, attivandoci a cercare rifugio nelle inconsistenze illusorie. Se non si è allenati risulta difficile essere aperti all’adattamento a fronte dell’incertezza. Ecco la resistenza al cambiamento per timore dell’ignoto, preferendo la situazione usuale, familiare con il perpetuarsi di cicli decisionali e comportamentali disfunzionali al contingente. L’allenamento all'incertezza è un viatico fondamentale verso una maggiore resilienza, stimolante, alla comprensione arricchente e profonda della realtà.


La fiducia nell’essere padroni al proprio futuro rende gioiosi giocando un ruolo fondante nell'influenzare lo stato d’animo, incrementando la motivazione personale, supportando a mantenere l’instabile quiete, sviluppare soluzioni creative, favorendo le probabilità a risolvere inconvenienti, esplorare e superare apparenti intoppi, inducendo a ulteriori miglioramenti nella fluidità delle performance; rendendo pensieri e azioni persuasive a se stessi e agli altri nel soddisfare gli intenti. Effetti diffusi di benessere, maggiore determinazione, attiva speranza. Comunque è utile un bilanciato ottimismo con un valido elevato grado di realismo, onde evitare a prendere decisioni facilmente classificabili sotto l’aspetto dell’imprudenza con effetti controproducenti ai benefici ricercati.


Scoprire di poter fare molto più di ciò che abitualmente si crede, di poter realizzare comunque qualcosa in più è un'esperienza liberatoria e trasformante; onde sfatare credenze limitanti, intaccanti la fiducia di sé.


Opportunità evolutive, rinascite, sono frequenti nei momenti di elevato rischio e difficoltà. Situazioni considerate pericolose, destabilizzanti, possono restituire ulteriori possibilità di trasformazione rigenerante, che altrimenti o difficilmente sarebbero state possibili. Un significativo rinnovamento a cui dire grazie. Momenti rivelatori espliciti su chi siamo veramente, perché non possiamo esimerci alla responsabilità delle nostre più autentiche scelte. Rivelano aspetti fondamentali della nostra psiche anche se la situazione di sofferenza può sembrare insostenibile, la trasparenza con noi stessi, con la caduta delle finzioni quotidiane. La nostra vera essenza si manifesta. La realtà interiore e quella esteriore sono allineate da una elevata forza, a non mentire sulla nostra natura e sulle intenzioni. Momenti di autentica necessità.


In situazioni di elevata incertezza, apprendere, assimilare imparando quali elementi di una determinata strategia sono funzionali e quali invece non sono utili in quell’ambito è essenziale per un’efficace risposta operativa. Vi è piacere nell'immaginare un futuro ulteriormente migliore, coltivando sentimenti di gaiezza, motivanti a intraprendere azioni valide, a dare un senso di scopo supportando e orientando gli sforzi verso obiettivi da realizzare. Mantenere un approccio tendenzialmente ottimista anche in situazioni difficili, riduce il rischio a stati psicologici depressivi. Può essere un’azione significativa, infatti mantenere un atteggiamento lieve non significa ignorare le criticità, ma sviluppare ulteriormente una mentalità proattiva, costruttiva di significati anche nell’instabilità.


La predisposizione a provare stupore è di enorme importanza nel processo rigenerativo, ricreativo. La meraviglia e la curiosità spingono a esplorare ulteriori nuovi orizzonti, anche con domande favorevolmente insolite, generando, amplificando i propri territori emozionali. Apertura a nuove idee e vantaggiose connessioni che diversamente, probabilmente, rimarrebbero sconosciute. Nel riuscire a stupirci anche nelle situazioni più impensate, inaspettate, ci mettiamo in una situazione di apertura e di favorevole ricettività. Cambiando e considerando prospettive inedite, realizzando ispirazione da idee, luoghi inaspettati generiamo con creatività originali soluzioni. Il processo creativo con frequenza è a braccetto a una dose calcolata di rischio. Richiede anche una inevitabile disponibilità all’ignoto, con il senso della continua sorpresa, a fornire la forza motivazionale che restituisce le energie necessarie all’instabile mondo dell’improvvisazione, a rendersi intrepidi a eventuali fallimenti. La continua meraviglia alimenta l’entusiasmante passione contagiosa e ispiratrice, arricchendo noi e i nostri simili.


L'incertezza insita nell'apprende il nuovo rischioso aiuta a sviluppare competenze non solo in un particolare contesto. Comprende anche l'intersezione tra l'interazione dell'individuo con l'ambiente e l'esperienza che sta acquisendo. Elemento intrinseco e ineludibile del processo di continuo apprendimento. L'incognita o la mancanza di sufficienti informazioni, se si è predisposti, attiva l'esplorare, aiutandoci a sviluppare competenze anche specifiche in determinati ambiti, favorendone ulteriormente l’allenamento, a sviluppare capacità trasversali, applicabili anche in variegate situazioni. Infatti l'apprendimento non è lineare nel suo procedere; ha dinamiche e interazioni mutevoli, contribuendo a creare un repertorio di funzionali strategie emozionali, mentali, operative, con trasferimenti nei vari contesti, lavorativi, ludici. L’ambito vitale dell'incertezza promuove il pensiero critico e a seconda delle predisposizioni individuali a riflessioni evolutive. In situazioni ambigue, siamo portati a prendere in considerazione e a valutare i dati informativi disponibili; onde navigare con vantaggioso successo nel contingente, come nelle diverse e innumerevoli contestualità della vita. L’inatteso è una dimensione centrale del nostro vivere con sfide non sempre facilmente accettabili e altrettante opportunità. Il realizzarsi di eventi imprevedibili, sicuramente possono causare spiacevoli incertezze e scompensi, ma conviene ricordare che è proprio in queste situazioni che possono emergere ulteriori prospettive, possibilità esplorative. L'imprevisto costringe l’adattamento, l’allenamento a riconsiderare le nostre peculiarità, a riscoprire anche interiori risorse interiori finite nel dimenticatoio. Un po’ come gli oggetti in disuso che dimentichiamo nelle soffitte, nelle cantine. Sottolineo quanto l'inatteso può anche essere fonte di gioioso stimolo. Pensiamo alle sorprese, ai regali alle occasioni degli incontri fortuiti che aggiungono vivo colore rivitalizzando la nostra esistenza. L’apertura a ciò che non possiamo gestire direttamente ci permette di sperimentare una spontaneità viva, dove il futuro si manifesta in modalità diverso da come la ristrettezza dell’usuale lo aveva immaginato. Una amplificazione della dualità legata alla natura complessa dell’umana condizione sperimentatrice.Un approccio generatore e fonte di gioia, di stimolo alla flessibilità, adattabilità non solo cognitiva, sfidandoci a riflettere in modo diverso e a sviluppare nuove utili creative competenze. Situazioni inaspettate, imprevisti problemi richiedono creative soluzioni.


Poter sbagliare tranquillamente è facoltà da giovani. Regalarsi la possibilità di continuare a sbagliare e imparare continuamente è strategia giovanile. Errare è parte del processo di apprendimento, È tramite le esperienze comunemente definite con il termine errore che con frequenza si elaborano le lezioni con maggior valore formativo. Un atteggiamento lieve di adattabilità e apprendimento continuo. Un tranquillo permettersi di esplorare nuove opzioni, innovative sperimentazioni assecondando il timore dell’apparente fallimento. Indubbiamente un inattesa successo al proprio intento offre gradevoli opportunità, ma anche l’inatteso fallimento, oltre alla sofferenza che genera ha apprezzabili virtù. Un approccio alla vita a mantenersi attivi, con mentalità disponibile all’inaspettato. Un permesso verso il proprio orgoglio di errare e sviluppare peculiari capacità di crescita psicologica. Una strategia operativa verso un maggiore sviluppo per elaborate competenze all’auto realizzazione. Come ben esprime Friedrich Nietzsche ne: La Gaia Scienza, Adelphi. Milano 1965 - 1977


Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta.
Oscar Wilde

- Gestalt Counselor - Dott. Scienze e Tecniche Psicologiche - Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni -

Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.