Autonomia

incertezza

Quando l’incertezza


... Vi è certezza laddove (e finchè) esistono istituzioni a cui il con-senso è dato per scontato, anzi a cui si dà per scontato che il consenso sia dato per scontato (Luhmann,1979). In tutto il resto, cioè nel normale flusso comunicativo, di scambio e di trasformazione che costituisce la vita del sistema sociale, non vi è nulla che possa esser sottratto all’incertezza per lungo tempo. Qui, un incessante lavoro di interpretazione, attribuzione e negoziazione di senso, si rende necessario per assicurare se non la certezza, quanto meno la neutralizzazione, sia pure parziale e temporanea, dell’incertezza e della inaffidabilità degli attori e dei sotto- sistemi coinvolti nel gioco sociale. Laddove cioè non arrivano le istituzioni e le routine, laddove il mondo dato per scontato si scontorna e non corrisponde alle regolari aspettative, entra in gioco il senso. La vita sociale, anche nelle organizzazioni più rigide, coese e regolate è attraversata da un incessante processo di sense-making (Weick,1967), la cui rilevanza varia in base alle caratteristiche del sistema e alle contingenze storiche ma è sempre decisiva sia per mantenerne gli equilibri, sia per avviare e consolidare mutamenti più o meno radicali. Ma cos’è il senso e come si produce? E perché questa nozione è così difficile da definire, malgrado essa sia cruciale tanto per l’antropologia, quanto per la sociologia e per la semiotica? Dal punto di vista semiotico, il senso non proviene interamente dal codice, né si riduce allo stretto rapporto che vi è fra significato e significante (Greimas,1974). Se l'informazione si genera per differenza, il senso è ciò che sgorga nel solco stesso della differenza. E' la non coincidenza di segno e cosa a fare del segno un portatore di senso. Esso emerge in un gioco di relazioni, in un processo generativo con cui le culture selezionano e rendono pertinenti il continuum che costituisce la materia sottostante alle sostanze e alle forme dell’espressione e del contenuto (Hjelmslev, 1968). Esso è costantemente attivato dai parlanti, in parte cristallizzato nelle routine organizzative, nelle istituzioni e nelle quasi-istituzioni che naturalizzano e regolano l’azione sociale e il sistema delle aspettative (Douglas, 1990), in parte è sciolto e fluttuante nel gioco dell’interpretazione e della negoziazione dei significati in vista del con-senso. Il senso viene spesso confuso col significato. E’ vero che il senso, come anche il significato, può venire reso manifesto solo nel gioco ermeneutico. Ma il senso non può essere interamente ridotto al significato. Esso va inteso piuttosto come l’orientamento che fornisce al significato un alveo di possibilità entro cui esprimersi. Esso corrisponde a quella parte del significato che imprime la direzione al significato stesso. Nella sua forma più compiuta e socialmente esprimibile, esso funge da aggancio e da canale di orientamento dei significati più specifici, e in tal modo consente di intrecciare ponti e legami fra soggetto e mondo, fra attore e sistema sociale. Nella sua originaria (cioè fondativa, archetipica, non necessariamente antica) configurazione, il senso si deposita nel luogo della condivisione profonda di significati che non hanno bisogno di interpretazione. Così il senso “profondo” che si ritrova nelle forme di vita è l’orientamento che implica la condivisione, il consenso pieno, senza se senza ma. In tutte le altre sfere della vita sociale la produzione di senso (e di consenso) è soggetta a un incessante travaglio, lungo percorsi rizomatici e labirintici, mediante un’attività generativa, che comporta selezione, attribuzione, consolidamento, distruzione, slittamenti e trasmigrazioni. Nella sua originaria espressione, esso si coagula nella sfera più solida e rocciosa delle stratificazioni del linguaggio, laddove questo si avvicina alla sfera animale. Per il resto il senso è fluido e sganciato da determinazioni strutturali e persino dai codici entro cui pure agisce. Esso è anzi ciò che movimenta le relazioni sociali, le rende vive e al contempo instabili e regolabili, qualificando attraverso le sue declinazioni il sistema sociale – che è tale solo perché sensivamente fondato (Luhmann, 1973) – e il sistema chiamato soggetto, che è tale solo mediante il senso che attribuisce all’azione (Weber, 1986) ...

Tratto da: E se l’incertezza avesse un senso?
di Maria Giovanna Musso
ais-sociologia.it


“Vogliono insomma estrarre la logica dal caso, come dire il sangue dalle pietre; e son sicurissimi che, oggi o domani, vi riusciranno”. (Da “Il fu Mattia Pascal”)
Luigi Pirandello

- Gestalt Counselor - Dott. Scienze e Tecniche Psicologiche - Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni -

Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.