Le vicissitudini della vita, con le loro inevitabili variabili e incertezze, sono anche delle prove a cui siamo sottoposti, ci aiutano a sviluppare, rafforzare il sistema emozionale verso una maggiore resilienza. Allenarsi reggere la frustrazione derivante dall'attesa e con frequenza anche quella dell'eventuale delusione ai propri sogni da realizzare, è un'attività che, pur con difficoltà, è indubbiamente formativa. L'attesa, per molti, può essere una prova di grande pazienza, a sviluppare la capacità nel tollerare l’indeterminatezza. Vivere con l’incertezza del futuro e la derivante frustrazione è ucomunque un auspicio a stare nel tempo presente, d’altronde non possiamo cambiare ciò che non è nel nostro controllo, ma possiamo agire e operare su ciò che è alla portata del nostro momento presente. Vero che le esperienze, o fatti che smentiscono o vanificano le aspettative, generano sofferenza, ma anche opportunità, aperture a una maggiore conoscenza di sé. Ci mostrano il nostro limite, ci permettono di correggere il piano operativo nel realizzare i nostri intenti, a stabilire priorità fattibili realistiche, in evoluzione alle aspirazioni. Un processo di crescita psicologica che non solo tempra il nostro carattere, ma libera aspetti anche profondi della nostra persona. Le modalità in cui reagiamo alle frustrazioni e alle spesso inevitabili delusioni, evidenzia la gradazione dell’autostima. Infatti la nostra capacità di auto motivazione, la temperanza, la volontà di superare le situazioni di difficoltà, sono sempre esperienze che aiutano a sviluppare, allenare per affrontare le sfide personali. Si tratta di elevati strumenti d’azione e conoscenza di se stessi. Far combaciare le proprie peculiarità con le sfide in evoluzione che vengono a presentarsi, è un valido approccio di crescita Utili per essere aperti agli eventi nel loro insieme, piacevoli o spiacevoli, sviluppando l’approccio verso i fallimenti come opportunità di continuo sviluppo. Questo permette l’essere pronti, adatti alle circostanze, attenti e attivi, ben posizionati, realizzati e soddisfatti.
Le nostre reazioni, i nostri pensieri e le nostre intuizioni sono ampiamente influenzate dal contesto. Da come sono presentate, la nostra interpretazione ne è influenzata, addirittura generata. Il contesto emotivo in cui riceviamo, elaboriamo i dati, può influenzare notevolmente le nostre reazioni. In situazioni di eccessivo stress, paura o gioia, potremmo reagire in modo diverso rispetto a un favorevole o sfavorevole contingente in un continuum verso il neutro, al calmo, euforico, ansioso, eccitato. Chiaramente il contesto culturale e sociale in cui siamo immersi tende, chi più e chi meno, spingendo a intuizioni, a riflessioni, azioni. Ciò che è considerato usuale accettabile o anormale in una cultura può essere elaborato diversamente in un'altra.
Una semplice metafora. Immaginando il fluire del fiume che scorre serenamente seguendo il suo corso naturale. Questo fiume rappresenta la vita con tutte le sue variabili, dalle calme acque e fresche ai tratti più impetuosi, tumultuosi. Quando cerchiamo di spingere il fiume, di forzare il flusso credendo che sia a nostro favore, inevitabilmente ci ritroviamo in ulteriore caos e inutile affaticamento. Difficile invertire la corrente, contrastarla con le proprie nude mani. Il risultato è facilmente immaginabile. Quando si apprende a non opporre resistenza, a lasciare fluire l’acqua come è, gli eventi nel loro evolversi, lasciando che siano, ci sentiamo, siamo parte integrante nel fluire del fiume. Amiamo la vita, ne seguiamo il corso, godiamo con essa, scoprendo e acquisendo nuove rive, nuovi modi di osservare la realtà, nuove esperienze, in armonia all’inevitabile corso vitale. La metafora rileva l'importanza di accettare i cambiamenti e le circostanze che si presentano semplicemente, lasciando andare l'idea di avere il controllo totale, sviluppando il fidarsi della naturale evoluzione gioiosa degli eventi. Stare nell’indeterminato a cogliere il ritmo del fiume della vita, assaporando l’essere portati verso destinazioni inattese, dove l’inaspettato genera sensazioni, felici eventi, adatti al nostro essere. Scendere con una canoa lungo il letto del fiume con il placido scorrere che chiede di remare in monotonia, che può diventare anche noiosa, si contrappone allo scorrere veloce delle rapide, le criticità della vita, in cui la velocità dell’acqua tumultuosa, si amplifica l’eccitazione di un possibile ribaltamento, la difficolta di mantenere il controllo, il remare sconnesso, l’ansia; questo è rivelatore delle variabili, con difficoltà auspicabili, inaspettate è vitali.
Una nota storia, di un maestro dalla saggezza zen. Un giorno, un giovane allievo si presentò al maestro zen e chiese: "Maestro, come posso trovare l'equilibrio e imparare nella mia vita il vivere felicemente nel momento presente?” Il maestro, fece un sereno sorriso , prese un piccolo cucchiaio mettendo una goccia d'olio. Porse il cucchiaio all'allievo affermando: "Prendi questo cucchiaio e vai al mercato. Gira tra le bancarelle, osserva attentamente tutto ciò che ti circonda, con l’attenzione a non far cadere nemmeno una goccia d’olio. Quando tornerai, raccontami cosa hai visto.” L'allievo accettò il precetto e andò al mercato, con estrema attenzione a non far cadere la preziosa goccia d'olio. Camminava lentamente, con lo sguardo fisso sul cucchiaio. Osservava ogni singolo passo che faceva, ogni movimento delle mani, ogni oscillazione del braccio. Quando ritornò dal maestro, l'olio era ancora nel cucchiaio, intatto. Il maestro chiese: "Bene, cosa hai visto al mercato?” L'allievo, imbarazzato, rispose: "Maestro, ero così concentrato a non far cadere l'olio che non ho visto niente altro.” Il maestro allora affermò: "Torna al mercato, ma questa volta apri i tuoi sensi e osserva tutto ciò che ti circonda, senza dimenticarti dell’olio." L'allievo tornò al mercato. Questa volta, oltre a controllare l’olio, si permise di guardarsi intorno. Notò i colori vivaci della frutta e della verdura, l'allegria dei bambini che correvano, l'aroma del pane fresco, il suono delle risate e delle conversazioni. Quando ritornò dal maestro, l'olio, sebbene diminuito, era ancora presente nel cucchiaio. Il maestro gli chiese nuovamente cosa avesse visto. L'allievo descrisse con entusiasmo tutte le meraviglie del mercato. Il maestro, con un sorriso gentile, disse: "Ecco, l'equilibrio nella vita è simile a ciò che hai fatto oggi. Vivi il momento presente, assorbi tutta la bellezza del mondo intorno a te, ma senza mai dimenticare il tuo scopo e la tua attenzione.” L'importanza di trovare un equilibrio tra essere presenti nel qui e ora, con la vigile attenzione sui propri intenti fondanti, con indulgenza a non essere ossessionati da scopi estremi, verso l’attenzione, né presi da eccessi di distrazione, per essere in un lieto fluido controllo al proprio agire.
Noi consideriamo inoltre felici, coloro che dall'esperienza della vita, hanno imparato a sopportarne i mali e senza dissertare sui loro affanni.
Decimo Giunio Giovenale
Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.