Sulle interruzioni dello psichismo si edificano le fantasie
onnipotenti, le idealizzazioni arcaiche, si creano la confusione tra il
Sé e il non Sé e l'indifferenziazione; nella società dell'incertezza e
del godimento a ben guardare si ergono le difese contro la perdita e
il dolore!, si rifiutano precarietà e imprevedibilità del vivere.
Il dialogo mancato è la strada sulla quale l'isolamento produce le sue deformazioni
e la stessa solitudine spogliata di relazioni e di interiorità diventa insostenibile,
assume sembianze spettrali poiché il difetto di legame si ritorce contro, la difesa
portata all'eccesso svuota.
Come aveva intuito Pasolini, bisogna essere molto forti per amare la solitudine.
È ciò che richiederebbe un solido individualismo, Io forti, identità salde, ma torna a
manifestarsi un paradosso e proprio nell'era della massima espressione
dell'individualismo l'individualità appare sempre più strutturalmente
debole, l'identità difficile e disarmonica: viaggiamo in una normalità
ambigua e in molta patologia della confusione, della fuga e del l'assenza.
Tratto da:
Nulla di personale di Nicoletta Gosio
Non v'è rosa senza spine. Ma vi sono parecchie spine senza rose.
Arthur Schopenhauer
Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.