comprendere

frustrazione

Desiderio e frustrazione


Nei millenni la nostra mente si è strutturata, propensa nell’attivarsi ad accadimenti di rilievo, ai repentini cambiamenti; assuefandosi comunque cautamente a fenomeni maggiormente eclatanti. Risposte a tali eventi, sono rilevanti per l’evoluzione della specie, con il relativo prezzo che paghiamo con l’irrequietezza da questi generata. Utile la capacità a ritrovare pace e felicità anche in mancanza di elevati stimoli esterni o fenomeni a cui dare significato. Un generale benessere raggiungibile, una pratica alla serenità ottenibile con costante allenamento nel tempo, sperimentando gioia nella semplicità dell’esserci, presenti nel qui e ora. Chiave alla portata di molti, riflettendo quanto la vita possa essere semplicemente soddisfatta nell’esserci in armonico equilibrio con l’ambiente. Questo permette l’essere pronti, allenati a cogliere le opportunità favorevoli ai nostri scopi, senza al contempo farsi intimidire da accadimenti inaspettati, o avversi, che la vita, senza preavviso pone.
Dinamiche contrastanti tra l’esigenza di certezze e inevitabili dubbi. Coltivare l'arte del dubitare e dell'ironia è stato e rimane un atto di libertà contro le staticità, l’ottusità, a mantenere attive le funzioni cognitive. Le rassicurazioni intellettuali, sebbene ricercate per il conforto che riceviamo, nel tempo portano a sclerotizzare il nostro pensare, rallentando o addirittura fermare la voglia di esplorare nuove possibilità di vita. Dubitare è motore di rinnovamento e ricerca di ulteriori soluzioni, mantenendo baldanzosa la curiosità. Sperimentare situazioni di incertezza per quanto possa destabilizzare è viatico di ulteriori innovatori apprendimenti. Stare in equilibrio, tra rassicuranti convinzioni e discrepanze emergenti dai dubbi, riattiva e risveglia vitalità assopite per uno spirito creativo e critico.
Possiamo essere non convinti, chi con frequenza, chi saltuariamente, della prospettiva inconcepibile, relativa a ciò che vogliamo realizzare, che possa prendere una via diversa da quello che auspichiamo. Un atteggiamento spesso radicato nella paura del confronto con la realtà comunque complessa e incerta. Caos, complessità e ambiguità del mondo sono sconcertanti, eppure fuggire da questa spiacevole sensazione porta raramente a soluzioni sostenibili nel tempo.
La realtà nel suo insieme può confondere e apparire complicata soprattutto quando non la si accetta semplicemente per quello che è. Richiede un pizzico in più di coraggio, utile all’abbracciare con approccio flessibile nell’apertura, per inaspettati doni. Infatti anche quando il nostro realizzato, non è come precedentemente previsto, è quando lasciamo spazio all’imprevedibile, al non considerato, che ci predisponiamo l’acquisire la grazia della sorpresa. La ragione è funzionale anche nell’essere una base ferma, a fronte di una realtà imprendibile nella sua essenza. La razionalità sfodera armi per comprendere, in parte, realizzare connessioni e strutture, anche di livello elevato, al prevedere e al progettare, gestendo eventuali eventi futuri potenzialmente avversi, riducendo la sensazione dall'incertezza, il senso di disorientamento derivanti dal confronto con le indicibili, imprevedibili incognite. Caratteristica insita del vivere è l’incertezza. Importante riconoscere quanto non tutto, addirittura poco è calcolabile e controllabile. Un equilibrio tra ragione e accettazione dell’inimmaginabile, verso la serenità, un pacato benessere condizionato, nella nostra finitezza.
Difficile allontanare il dubbio di quanto le intime credenze nascano dal timore e dall’incapacità di mantenere il peso dell’eventuale insuccesso o fallimento. Sopraffatti dalla possibilità di fallire, tendiamo a sviluppare credenze limitanti, muri per difendere l’integrità psicologica. A proteggerci dall'esperienza insopportabile, percepibile al non essere all’altezza della dinamiche richieste dall’ambiente in cui agiamo. Non prendere in considerazione che i fallimenti fanno parte della vita, può sclerotizzare al continuo evitare rischi, ma anche a non cogliere le opportunità derivanti da sofferti apprendimenti. Imparare dalle cadute, dai fallimenti e apparenti insuccessi, è fondamentale per andare oltre alle piccole o grandi paure, antiche limitanti credenze. Nella consapevole, piacevole o spiacevole constatazione, che siamo vincolati da umani contesti d’azione. Ignorare questo, negarlo, porta a frustrazioni inutili. La consapevolezza di una realtà indifferente alla nostra esistenza può anche essere viatico a un senso di smarrimento, ma riconoscere l’inaccettabile, è un passo rilevante verso una maggiore indipendenza di pensiero e azione, verso scelte anche difficili, per agire con potente libertà, alla definizione dei propri valori di riferimento, realizzare gratificanti intenti. Un ideale di vita nobilmente significativo, per essere profondamente integrati nel proprio ambiente operativo. Una vita soddisfacente va oltre la ricercata esperienza della felicità, pur momentanea, richiede l’integrazione di variegate istanze all’agire, nel realizzare il pieno potenziale nella completezza dello scopo.
Ognuno di noi ha una soglia del dolore e una soglia del piacere, nonché una maggiore o minore predisposizione al rischio, supportate dalla struttura psicologica atta a reggere la frustrazione delle attese e delle inevitabili delusioni legate alle aspettative, ambizioni, sogni, desideri.
Quando esploriamo, è il punto oltre il quale iniziamo a percepire sensazioni dolorose? La soglia del dolore varia da persona a persona, ed è correlata da fattori fisici, emotivi influenzati dall’allenamento, dalla frequenza. La soglia del piacere è simile alla soglia del dolore. Ognuno di noi ha un punto, elevato o scarsamente influente in cui inizia a percepire piacere. Chiaramente la soglia è influenzata diversi aspetti, correlata al contesto, alle aspettative, e ovviamente allo stato morale con le sue repentine variazioni. Piacere e dolore sono legati al rischio e alla possibilità del fallimento delle aspettative, dove dolore o pericolo, possibilità di successo e relativo piacere, sono legati alla nostra struttura cognitiva che offre un senso di coerenza, perseveranza e instabile prevedibilità. L’energia nell’affrontare le frustrazioni, le attese e le continue delusioni è utile anche a ricordarci, la sua importanza e quanto sia cruciale mantenere allenato l'equilibrio emotivo per vivere pienamente ogni evento. Recepito come gradevole, sgradevole, difficile, facile, rischioso, noioso, usuale, inaspettato, in definitiva indeterminabile. Stati di frustrazione e delusioni sono fattori emotivi che tendono a insorgere quando le aspettative non trovano piena soddisfazione. Consapevolezza emotiva per gestire questi stati è base per conseguire benessere psicologico. Eventi principalmente esterni al nostro volere creano interazioni complesse. Possedere una insufficiente soglia del dolore, quando un accadimento anche improvviso potrebbe rendere problematico affrontare situazioni dove il rischio, l’incertezza sono interpretati sotto l’aspetto dell’eccessiva difficoltà, accentuando ulteriormente delusioni frustranti, nel reagire a tali episodi. All’opposto una struttura, allenata e solida favorisce la capacità di mantenere e sopportare eventi recepiti come dolorosi, frustranti, con un senso di gestione sicura e controllata, per quanto è possibile, del personale mondo emotivo; con ulteriore sviluppo, crescita personale e arricchenti relazioni interpersonali.
Una fervida fantasia generatrice di motivazioni, aspettative, anche voli pindarici, va compensata da energia disponibile, per favorire e aumentare la dose utile al sistema emozionale, regolatore della soglia del piacere è della soglia del dolore. Fervida fantasia, elevata fonte e potente generatrice di creative motivazioni, con l’usuale allenata sperimentazione, trova energia, disequilibrio-equilibrio, perpetuando oscillazioni al benessere emozionale, in frequenze più ampie, per la ricercata stabilità emotiva. Il nostro sistema emozionale è elaborato, anche imprendibile nelle sperimentazioni di equilibri tra gradevoli o intensi piacere e altrettante variazioni alla sopportazione del dolore. La fantasia ricca o povera a seconda delle opinioni personali, può elevare o annullare le aspirazioni, ambizioni, frustrazione, delusioni e disillusioni. Stabilire obiettivi raggiungibili è fondamentale, suddividendo eccessive richieste ambientali in parti gestibili. Ovviamente un corretta alimentazione, equilibrato tempo di sonno e veglia, onde non ignorare i messaggi provenienti dal corpo e dalla mente, contribuiscono a mantenere i livelli energetici utili nel sostenere i bisogni; sfatare ingiustificati timori di non riuscire nell’agire. Mantenere controllati, regolati stati d’ansia, opportuni all’intento desiderato.


Spesso le aspettative falliscono, e più spesso dove più sono promettenti; e spesso soddisfano dove la speranza è più fredda e la disperazione più consona.
William Shakespeare

- Gestalt Counselor - Dott. Scienze e Tecniche Psicologiche - Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni -

Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.