affetti

fragile e forte

Dubbio o debolezza

Riconoscendo che non possiamo prendere decisioni solamente soggetti alla ragione, a causa delle scarse, arrendevoli esauribili risorse cognitive; il più delle volte le nostre scelte sono attuate con un livello di soddisfazione accettabile, dove l’ottimale è un ideale. Riduciamo la complessità delle scelte ricorrendo a euristiche collaudate da millenni. Chiaramente è possibile l’emergere di stati d’insoddisfazione, sopratutto se i livelli di aspirazione sono superiori all'esperienza effettivamente possibili. Con aspettative esorbitanti, con richieste idealizzate eccessivamente elevate è quasi inevitabile un sentimento di insoddisfazione. Il ciò che puoi, deve tendere al ciò che vuoi, armoniosamente. Sovrastimare le proprie competenze con aspettative irrealistiche, irraggiungibili, unendo una carenza di dati informativi, insufficienti, è viatico a stati elevati di frustrazione. Non possiamo elaborare una mole eccessiva di informazioni, onde raggiungere i risultati desiderati, anche perché siamo in un continuo mutamento, con imprescindibili imprevisti nel contingente in cui operiamo. Volendo mitigare questi stati d’insoddisfazione, oltre a calibrate ulteriormente le aspettative, conviene accettare e prepararsi all’imprevedibile, in modo da allenare ulteriormente il sistema generatore d’ansia, rendendolo nostro alleato. La capacità di esplorare e stare pienamente nell'incertezza come già espresso, riduce l'ansia e gli inconvenienti ad essa associati quando trasborda, ma stimola anche l’innovazione, la creatività, permettendoci di agire meglio nelle complessità, con ulteriore grado di funzionale sviluppo all’adattabilità. Essere consapevoli di come ci muoviamo e agiamo nei contesti incerti è propedeutico al miglioramento personale. Questo mitiga la possibilità a scelte di bassa qualità. Una maggiore conoscenza dei propri timori, incongrui tentennamenti, può attivare scelte di vita meno soggette a deleterie impulsività, con più equilibrio, saggia ponderatezza.
Immaginiamo il ramo di una rosa piegato e messo in tensione. Possiamo notare dopo un sufficiente lasso di tempo il generasi di nuovi getti. Come le difficoltà e le tensioni continue della vita, favoriscono la crescita e la nascita di nuove idee, vantaggiose opportunità. La tensione del ramo flesso, che in apparenza lo danneggia o lo rende vulnerabile, attraverso la tensione, il ramo della rosa sviluppa nuove parti, nuovi piccoli rami, nuovi profumati fiori. Ecco che la tensione è viatico, stimolo generativo per la pianta, come lo è per noi. Utile ricordare quanto le situazioni di eccessivo stress, sofferenze o dolore, apparentemente il più delle volte, possono presentarsi sotto forma di ostacoli insormontabili, mentre invece le stesse difficoltà ci spingono a cercare ulteriori soluzioni, scoprire e favorire inaspettate abilità, elaborare opzioni d’azione che probabilmente non sarebbero sbocciate. Viatico di rinnovata energia, crescita psicologica. La dolorosa tensione non è solo un’ulteriore sofferenza, ma motore a una crescente trasformazione.
Il riconoscimento dei propri limiti d’azione, necessità del coraggio funzionale a comprendere quanto la propria ragione, accettando l'incertezza come elemento integrante del processo di scoperta, indagine e apprendimento, abbia un ponderato vantaggio operativo. Infatti l’indeterminatezza in cui ci muoviamo che appare come una debolezza da negare, è una inevitabile naturale condizione umana, funzionale ad attivare il metodo del dubitare, la ricerca continua, con rinuncia all’assolutismo delle facili verità, ammiccando con le ambiguità e le complessità.
Al contrario di persone con idee integraliste, che utilizzano prevalentemente una modalità di ragionamento, fondata su affermazioni esclusive di principi ideologici miranti a prevalenze egemoniche, respingenti le diversità, quanto le indeterminatezze della vita; limitano in questo modo le opportunità derivanti dalle diverse possibilità, insite nelle varietà culturali, ideologiche.
È noto e discutibile, quanto sia agevole elaborare una storia coerente del nostro vivere, quando si hanno scarse informazioni, a soddisfare esigenze di certezza, con la tendenza e seguire la via più facile. Fenomeno strettamente collegato a un concetto noto in psicologia. Si tratta di fallacia di conferma, euristica della disponibilità. Poche informazioni a disposizione, spingono le componenti cognitive a riempire i vuoti, insopportabili, con narrazioni che rendono plausibile la nostra esperienza. Non conviene dimenticare quanto questo possa dare persistenza, fallace, alle nostre credenze. Essere consapevoli assumendo un comportamento vantaggioso, restituente un senso di sicurezza che permette di sviluppare narrazioni coerenti senza necessariamente elaborare ulteriori elementi o dati informativi, onde agire in complesse, contraddittorie situazioni. Infatti cerchiamo il percorso usuale con minor dispendio energetico, dimentichi, quanto potrebbe non essere valido, incuranti di scelte basate su fatti e informazioni incomplete. Validamente riusciamo a ridurre l'ansia generata dall'incertezza della situazione, a scapito della completezza di real dati a cui appoggiarci. Un approccio utile in alcune situazioni, quando l’esito non coinvolge contesti che richiedono maggiore accuratezza, per non provocare eccessivi danni. Molto più utile la convinzione che la realtà in cui viviamo abbia un senso, un intrinseco ordine, a sfatare elucubranti dubbi. Ignorare la nostra ignoranza? Oppure ignorare la nostra capacita di sviare dalla nostra ignoranza? Interessante il noto bias cognitivo che facilita individui con competenze scarse, blande conoscenze in determinati campi, favorendoli a sopravvalutare le loro azioni. Mentre invece l’effetto opposto lo ritroviamo con le persone avvedute puntigliosamente competenti, a sottovalutare le proprie capacità. Emotivamente sgradevole ammettere la propria ignoranza, è molto più gradevole convincersi di essere esperti, sapienti più di quanto realmente lo si possa dimostrare. Ammettere di non sapere, a volte, è interpretato come una forma di fragilità. Abbiamo dei limiti naturali a elaborare e strutturare informazioni complesse, con elevato grado di calcolo logico. L’intrepida curiosità unita all’equilibrata umiltà sono annoverabili componenti essenziali per un valido apprendimento, a supportare il continuo scoprire.


Ma l'amore è cieco e gli amanti non possono vedere le piacevoli follie che essi commettono.
William Shakespeare

- Gestalt Counselor - Dott. Scienze e Tecniche Psicologiche - Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni -

Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.