Fedeltà e infedeltà

La coesistenza dei contrari

L’amore come lotta creativa degli opposti


Quando evocare l’amore di coppia, quello felice, conduce la mente lungo percorsi profondamente diversi.


Nell’amore di coppia, da un lato, ci si ritrova immersi nell’universo dell’innamoramento: un turbine di emozioni, brividi, desiderio che divora e consuma, euforia e slancio dove il cuore accelera, il corpo arde e la mente si perde in immaginazioni e struggimenti. L’altro scenario è quello di una convivenza tranquilla, scandita dalla serenità della quotidianità condivisa: uno spazio dove non vivono dubbi, né angosce, né attrazioni travolgenti, ma dove la stabilità regna e l’amore si trasforma in fiducia, complicità, amicizia profonda e intimità.

A lungo, filosofi e psicologi hanno ragionato su questa apparente dicotomia. Erich Fromm, nel saggio, "L'arte di amare"", evidenzia come nella cultura contemporanea il discorso collettivo tenda a valorizzare il secondo modello: quello dell’amore rassicurante, della solidità, della fedeltà, di un legame fondato su un patto profondo di amicizia e cura reciproca. L’amore inteso come approdo tranquillo: il porto sicuro in cui finalmente smettere di lottare contro le tempeste della solitudine e del desiderio irrealizzato.

Tuttavia, questa narrazione ignora o, per meglio dire, oscura la forza esplosiva dell’altro amore: quello che incendia, che si vive nella vertigine, nell’assenza di certezze assolute, nel tormento di perdere l’altro e ritrovarlo come un dono inatteso e imperfetto, ogni volta.

L’amore è anche coesistenza dei contrari.
Ciò che l’esperienza, che la storia delle relazioni umane ci mostra, è la necessità di non ridurre l’amore ad una sola delle sue forme. L’amore completo, o almeno quello che aspira ad una pienezza autentica, richiede di riuscire a integrare la furia dell’innamoramento e la dolcezza della sicurezza, l’avventura dell’erotismo e la pace della familiarità. Esiste sempre, anche nella relazione più stabile, una dialettica tra il desiderio di sicurezza e quello di avventura, tra la ricerca della novità e il bisogno di sentirsi a casa.

Nel mare agitato della passione spesso si sogna, appunto, un approdo: si desidera la concretezza di una dedizione reciproca che rassicuri, che dia un senso di continuità, di affidabilità. Allo stesso modo, nella routine della vita comune, talvolta cresce il desiderio di evasione, di trasgressione, di quella frenesia che solo la scoperta e la novità sanno dare. Entrambi i poli, per quanto appaiano opposti, si richiamano: la vita di coppia è fatta di cicli di quiete e tempesta, di riappropriazioni e richiami al nuovo.

Il difficile equilibrio tra fedeltà e infedeltà.
Sul tema della fedeltà, la tensione si fa ancora più evidente. Ogni grande amore nasce come promessa di eternità, pegno di dedizione esclusiva. Ma la monogamia assoluta, specie se vissuta senza alcuna apertura alla possibilità del nuovo, rischia a volte di asfissiare l’erotismo, lo slancio verso l’ignoto, la freschezza della scoperta reciproca. L’infedeltà, al di là del tradimento fisico, è a volte il simbolo di un movimento interno: la necessità di rinnovarsi, di tornare a desiderare, di non smettere mai di rimettere in gioco il proprio essere amanti.

Le soluzioni proposte, come il matrimonio aperto o la tolleranza matrimoniale, cercano di risolvere questa tensione separando amore e sessualità, lasciando libertà erotica all’interno di un recinto affettivo sicuro. Ma proprio questa scissione, spesso, si rivela un compromesso che non soddisfa appieno né il bisogno di dedizione, né quello di vertigine: essa impedisce che l’erotismo, con il suo fardello di rischio e di travolgimento, investa e rinnovi davvero la relazione.

L’amore come lotta creativa degli opposti.
L’amore totalizzante, quello a cui aspirano gli innamoramenti più radicali, le storie che segnano la vita, non cerca una fredda miscela di sicurezza e trasgressione, non si accontenta di formule a metà. Esso riconosce che la vera felicità amorosa si ottiene solo attraversando, profondamente, la tempesta dello e nello straordinario brivido, lasciando che l’altro sconvolga le proprie certezze, la propria identità, anche le proprie fedeltà. Amare è allora un continuo mettere a rischio, un esporsi senza rete di sicurezza, un rinascere ogni giorno, insieme, scegliendosi nuovamente.

Ciascun amore compiuto non è mai statico: la sua stabilità è nella capacità di rinnovarsi tramite la provocazione, il gioco, la sfida. La felicità amorosa, allora, non è nella eliminazione della tensione tra sicurezza e avventura, tra fedeltà e desiderio, ma nella vitalità che scaturisce dalla loro lotta inesauribile.


L’amore vive, e ci fa vivere, come tensione creativa tra due infiniti opposti, una dialettica, non una semplice somma, ma una continua rinascita, che ne rappresenta la vera arte e l'inevitabile mistero.


Senza "caos" non c'è conoscenza. Senza una frequente rinuncia alla ragione non c'è progresso.
Paul Karl Feyerabend

- Gestalt Counselor - Dott. Scienze e Tecniche Psicologiche - Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni -

Aiuto le persone a trovare le risorse utili per attuare decisioni consapevoli, inerenti ai propri obiettivi. Per potenziare il benessere psicologico, relazionale e fisico. Per le coppie in crisi, fornisco supporto nel superare ostacoli e rafforzare il legame, promuove la crescita, l’empowerment, la capacità di vivere con soddisfazione e con rinnovata energia.