Dimensioni evolutive che contribuiscono a creare una vita piena e significativa. Non prendere in considerazione queste componenti, modalità che tende ad attivarsi specie nei momenti critici della vita, potrebbe portare a un'esperienza incompleta o insoddisfacente. Così, per vivere appieno si dovrebbe cercare di bilanciare e integrare il fare, il sentire e il pensare in modo armonioso. Importante non forzare il cambiamento ma favorirlo come l’immagine dello scorrere dell’acqua in un torrente, anche quando vi è impeto.
Il modo in cui impieghiamo il nostro tempo è influenzato da una serie di fattori che vanno oltre le nostre decisioni personali. Le esigenze del lavoro o dello studio possono dettare gran parte del nostro programma ordinario quotidiano. Le responsabilità verso gli affetti e impegni sociali possono richiedere una significativa porzione del nostro tempo. Il livello di reddito può influenzare il tipo di attività cui abbiamo accesso e il tempo che possiamo dedicare a diverse attività. Le norme e le aspettative culturali possono modellare il modo in cui distribuiamo il nostro tempo. Le condizioni di salute fisica e mentale possono limitare o influenzare le attività che possiamo svolgere. Tutto questo è influenzabile dal nostro modo di porsi a fronte delle varie attività, eventi. Imparare a gestire e bilanciare le influenze esterne con le nostre decisioni personali diventa una piacevole sfida continua. Restituisce maggiore soddisfazione e benessere complessivo senza farci cadere nel perfezionismo o nel voler fare sempre tutto. Esistono persone che tendono al perfezionismo e altre che non lo sono, con inevitabili vantaggi e svantaggi. Infatti i perfezionisti mirano a risultati di alta qualità, il che può portare a lavori eccellenti. Una valida meticolosità che può essere utile in professioni dove la precisione è fondamentale come può esserlo la chirurgia. Chiaramente sentirsi motivati a dare il meglio di sé può portare a un miglioramento continuo delle proprie competenze e conoscenze. Essere affidabili a rispettare gli impegni e le scadenze. Eppure la costante ricerca della perfezione può generare livelli elevati di stress e ansia, con il timore di non raggiungere il risultato stabilito a priori, con ideali di elevata fattezza, può portare alla procrastinazione, date le aspettative irrealistiche a influire sgradevolmente sulle relazioni interpersonali, ludiche o produttive. Anche il dedicare eccessivo impegno e tempo ai dettagli, frequentemente a discapito della visione d'insieme e dell’efficienza. D’altronde essere più rilassati riguardo agli standard, idealmente richiesti a sé, consente di adattarsi più facilmente ai cambiamenti e alle nuove situazioni; riducendo le pressioni autoimposte e favorendo il benessere non solo psicologico. Non essere ossessionati dalla perfezione può liberare la mente per esplorare nuove idee e soluzioni creative, concentrandosi sull’essenziale piuttosto che sui dettagli può aumentare la produttività e portare a risultati tempestivi, soddisfacenti, corroboranti. Un approccio leggero ovviamente non deve spingere al pressappochismo generando una minore attenzione ai dettagli con conseguente perdita di qualità, con il rischio di accontentarsi di risultati mediocri, una perdita di ambizione, a una mancanza di crescita evolutiva. L'approccio ideale, non è semplicemente una via di mezzo, dove si mantiene un alto standard di qualità senza però essere paralizzati dalla ricerca della perfezione, ma una gioviale contentezza, raggiante di risultati, comunque in linea con l’indeterminatezza, sovrana nella nostra vita.
La ricerca di conferme per le scelte quanto per le azioni è predominante rispetto alla possibilità di porsi dubbi sul proprio operato. C’è sempre il rischio di non rendersi conto che ciò che pensiamo dei nostri simili non ci appartenga se non direttamente, comunque indirettamente, specie se si tratta di cose sgradevoli. Il fenomeno è spesso legato alla proiezione, una dinamica di difesa psicologica in cui attribuiamo agli altri emozioni, pensieri o caratteristiche che in realtà appartengono a noi stessi. Riconoscere questa dinamica è un passo importante verso l’auto consapevolezza e l’evoluzione personale. Essere consapevoli di questo rischio può portarci a riflettere più profondamente su ciò che pensiamo e sentiamo riguardo agli altri. Fondante l’esaminare criticamente i pensieri e sentimenti riguardo a chi ci è vicino, ciò che si prova contribuisce alla riflessione generatrice, utile nel metterti nei panni degli altri e di comprendere la loro prospettiva. Un supporto a vedere le situazioni in modo più obiettivo. Questo permette di allenarsi ed essere lieti nel reagire anche a sgradevoli scoperte di sé. Il modo in cui percepiamo e giudichiamo gli altri spesso riflette più su di noi stessi, che sugli altri. Le nostre impressioni possono essere influenzate da preconcetti, esperienze personali e stati emotivi. Quindi anche quando la valenza è greve, conviene riflettere con indulgenza su di sé, essendo una dinamica di difesa, di protezione nota con il termine proiezione psicologica.
Le nostre esperienze passate influenzano le scelte future creando bias cognitivi, utili in variegate scelte, ma disfunzionali se agiti inconsapevolmente, possono distorcere la nostra comprensione della realtà. Ecco l’importanza di mantenere allenato il sistema cognitivo atto a reggere le dinamiche dell’incertezza. Nota l’euristica definita con il termine: fallacia di conferma, che porta a cercare o interpretare informazioni in modo che confermino le nostre credenze preesistenti, escludendo eventuali dati statisticamente di numero maggiore anche se oggettivamente a disconferma di croniche credenze obsolete. Essere avvezzi a questo semplice concetto, è un ottimo allenamento per stare nell’incertezza. Questo aiuta a mettere da parte i pregiudizi, sviluppando una maggiore empatia, supportando il rapportarsi alle persone in modo più accurato e meno distorto, a comprendere le loro esperienze e punti di vista, inevitabilmente diversi, variegati, aprendoci a un percorso di comprensione maggiormente attiva al non essere giudicanti. Un ridimensionare le proprie percezioni fornisce una visione più equilibrata e obiettiva. Uno dei risultati più apprezzabili.
Si reagisce impulsivamente con rabbia o frustrazione quando ci si trova in situazioni disdicevoli, invece di prendersi un momento per riflettere sulle proprie responsabilità o negligenze. Notoriamente imprecazioni ed emozioni sgradevoli possono essere un modo per liberare tensione a un eccessivo inaspettato momento di stress. Sviluppare l’allenamento verso l’indeterminato analizzando e riflettendo sulle proprie azioni può essere maggiormente funzionale nel favorire l’evoluzione personale. Esaminare l’accaduto, respirare profondamente, riconoscere le proprie e altrui responsabilità, fare tesoro dell’accaduto a non ricadere in analoghe scelte; adottare, un approccio costruttivo generando soluzioni fattibili piuttosto che rimuginare solo sul problema che è venuto a porsi, coltivando sana ilarità.
La nostra percezione e reazione alle limitate informazioni a disposizione non dipende solo dallo scarso contenuto, per quanto lo si possa considerare oggettivo, ma anche dalla loro presentazione e dal contesto emotivo e sociale in cui le elaboriamo. Le istanze provenienti da persone che consideriamo affidabili o con cui abbiamo un legame emotivo favoriscono lo sviluppo a un maggiore coinvolgimento. Il modo in cui un'informazione è posta può attivare variabilmente la nostra attenzione. Quale può essere un'informazione presentata con chiarezza, con parvenza persuasiva e valenza efficace a generare un’emozione di coinvolgimento. Le emozioni giocano un ruolo rilevante. Dati che evocano una forte risposta emotiva sviano e convogliano il nostro processo decisionale, spesso più delle informazioni prevalentemente logiche. Prendere decisioni più equilibrate e informate, per esserne consapevoli e cercare di mitigare l'influenza eccessiva di queste variabili è di indubbia importanza. Utile anche quando si vuole attivare nel proprio interlocutore una maggiore comprensione delle informazioni che vogliamo tramettere, la consapevolezza di questi aspetti favorisce il comunicare in modo ulteriormente efficace al nostro scopo.
Raramente ciò che abbiamo immaginato, che ha creato le aspettative all’agire e realizzare in parte l’auspicato, quando si concretizza corrisponde alle nostre fantasie. Questo attiva un’elevata probabilità a percepire frustrazione e delusione. Le aspettative che creiamo grazie alla fervida fantasia spesso non corrispondono alla realtà. Tendiamo a idealizzare situazioni, persone e risultati, sperando che si conformino ai nostri desideri . Tuttavia, la realtà è complessa e imprevedibile e raramente si allinea perfettamente con le nostre aspettative. Riconoscere e accettare la realtà così come é, anche nei momenti critici ci riporta all’importanza di attivare il sistema cognitivo emozionale verso la giovialità. Imparare a distinguere tra ciò che è sotto il nostro controllo e ciò che non lo è con spirito lieve. Coltivare, sviluppare la flessibilità mentale, elementi adatti al cambiamento delle aspettative in base alle circostanze reali che assumono, attivano connotati festanti. In questo modo la delusione e la frustrazione che fanno parte della vita e non sono necessariamente un riflesso delle nostre capacità o del nostro valore, diventano alleate per ulteriori progressi di consapevolezza. Questo ci permette di stabilire reali aspettative, restituendo spazio al tempo presente sul processo in atto, quindi non solo sul risultato, in modo da valorizzare il percorso e l'esperienza acquisita, piuttosto che focalizzarsi esclusivamente sull'intento finale. Si riduce il divario tra aspettative e realtà, dove anche la frustrazioni e delusioni migliorano il nostro benessere complessivo. Il periodo che segue il disincanto, attiva coraggio e forza interiore diventando fondamentale per reinventarsi e ritrovare un senso di scopo e benessere. Un percorso fatto di opportunità per riscoprire se stessi e intraprendere un viaggio di evoluzione personale.
Emozioni e sentimenti giocano un ruolo fondamentale nella costruzione dell’umana realtà. Componente importante per attivare esperienze influenzanti le nostre scelte, onde interagire con gli altri. Capacità emozionali allenate all'azione, modificano il nostro stato interno e contribuiscono a influenzare l’ambiente in cui viviamo. Avere padronanza, per quanto è possibile riconoscendo le proprie emozioni è viatico favorevole per il benessere, sia personale sia sociale.
Noi consideriamo inoltre felici, coloro che dall'esperienza della vita, hanno imparato a sopportarne i mali e senza dissertare sui loro affanni.
Decimo Giunio Giovenale
Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.