Apprendere ad apprendere comporta lo sviluppo di competenze meta cognitive, che riguardano l’appropriazione autonoma e possibilmente duratura del sapere acquisito, la comprensione delle nuove strategie da adottare, rilevanti per cogliere con aspettative pro attive l’evoluzione degli eventi, nel mondo lavorativo. Modalità di apprendimento che incoraggia la riflessione per una maggiore autonomia e responsabilità verso se stessi e verso gli altri, alle proprie risorse, a riconoscere i propri punti di forza e di debolezza, a usarli per agire proficuamente. Richiede e contribuisce a sviluppare un pensiero aperto e creativo, migliorando le capacità di risolvere problemi, ottimizzare le attività e affrontare situazioni complesse, verso l’acquisizione di una base di conoscenze, sulle diverse opportunità da cogliere per realizzare al meglio i propri intenti. (Alberici A., La possibilità di cambiare. Apprendere ad apprendere come risorsa strategica per la vita, Franco Angeli. Milano 2008)
L'informazione pluralista, fondante per adattarsi e affrontare il futuro, con valide conoscenze e competenze necessarie per adattarsi alla nuova realtà, sviluppando la resilienza, adottare un approccio pro-attivo e flessibile alle inevitabili sfide della vita.
Non solo formazione a livello cognitivo, ma nell’insieme dell’essere umano, come può essere il gestire lo stress eccessivo e a mantenere una mentalità aperta, costruttiva. Per l’organizzazione produttiva è importante formare talenti e ovviamente trattenerli, una priorità valida in qualsiasi momento del progetto intrapreso.
Un ambiente di lavoro positivo e collaborativo è una parte essenziale del trattenere le persone, oltre chiaramente a una adeguata retribuzione, per valorizzare al meglio le innovazioni del mercato del lavoro, possibilmente uscendo dalle logiche di bieco sfruttamento. (Filandri M., Lavorare non basta. Laterza. Roma-Bari 2022)
Un valido antico consiglio nel lavorare, è la cordiale comunicazione, anche per attività strettamente manuali. Essere in grado di comunicare chiaramente con i propri collaboratori, quando possibile, con chiari obiettivi, nella responsabilità e nelle aspettative. Creare un ambiente di lavoro collaborativo e fornire feedback costruttivi è volano di ulteriore sviluppo, anche nelle situazioni, eventualmente maggiormente critiche. (Semenza R., Le trasformazioni del lavoro. Flessibilità, disuguaglianza, responsabilità dell’impresa. Carocci. Roma 2004)
La tendenza crescente a mescolare la vita privata e lavorativa, confondendo i due ambiti, con l’obiettivo di raggiungere un equilibrio tra queste due forme, manifestandosi nello spazio tempo sfumato, può essere difficile da distinguere, e per alcuni individui, mal gestire un tale mescolamento.
C'è un forte rischio che, con la gestione del tempo produttivo, o dedito a attività ricreative, reso indistinguibile, tra vita privata e lavorativa possa portare a eccessi di stress, senso di stanchezza e tensioni emotive. La sfida a separare la vita personale e la vita lavorativa può essere gestita imparando a rimanere focalizzati sul proprio lavoro quando è necessario, impostare risorse di tempo realistiche e ricordare a se stessi i propri limiti.
L'entusiasmo, il coinvolgimento, la convinzione nel proprio operato
concepito come spinta al cambiamento è foriero di
opportunità.
Il lavoro migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio.
Jean-Paul Sartre
Libere - Flessibili - Opportunità.
Lavoro flessibile e sviluppo del benessere lavorativo
Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.