Ansia

nel rischio

Ansia rischio e felicità


Ci si sente ansiosi quando si percepisce che in una certa situazione le richieste operative dell'ambiente in cui ci si muove, le sfide a cui siamo chiamati, sono maggiori delle capacita che riteniamo di possedere. Competenze legate al contesto. Sensazione di ansia tipiche delle situazione che all’apparenza, o realmente sono al di sopra delle richieste ambientali, a sovrastare le proprie capacità o risorse a disposizione. Una discrepanza tra ciò che si crede di poter offrire e tra ciò che viene richiesto, ritenuto eccessivo, facilmente genera stress o preoccupazioni, sviluppando un’ulteriore aumento dello stato d’ansia. Condizioni di stress continuo e con elevata richiesta di risorse psichiche può influenzare la presa di decisioni orientandoci verso opzioni abitudinarie, trascurando invece deliberati obiettivi frutto di pianificazioni. Studi effettuati dimostrano il modo in cui la situazione di stress cronicizzata va a inficiare un organo quale è l’Amigdala nell’azione emozionale, generando delle risposte maggiormente impulsive, portandoci a trascurare il pensiero razionale, a sequenze logiche più opportune. Le conseguenze sono la ridotta capacità a decidere basandoci su intenti ragionati in cui è indispensabile una dose maggiore di logica. Infatti con uno sforzo e una risposta cognitiva minore, gli effetti decisori in situazioni importanti, possono essere nefasti. Una preferenza, nelle situazioni eccessivamente stressanti, verso un comportamento d’azione abituale. D’altronde è noto quanto il nostro cervello preferisca il risparmio energetico, con risposte non troppo impegnative, quando la situazione generante stress è eccessiva e prolungata. Sul lavoro come in vari ambiti della vita si presentano varie cause di tensione. Non tutte le situazioni hanno risoluzione; il riconoscimento del prendere atto di ciò, ha importanza e può essere altrettanto valido quanto cercare in modalità attiva, non passiva, una soluzione.


Non si deve dimenticare quanto l'ansia sia una risposta antica, naturalmente utile del corpo, per reagire dinamicamente allo stato d’incertezza. Una minaccia potenziale, una paura, un segnale funzionale per prepararsi all’evento inaspettato. Importante è avere una strategia operativa. Organizzarsi e pianificare non sempre è possibile farlo con logica calma. Stabilire delle priorità per gestire al meglio il proprio tempo chiaramente induce un grado di quiete, attenuando la sensazione dell’essere sopraffatti. Indubbiamente agire per migliorare le proprie competenze può si aumentare la fiducia verso di sé, ma non sempre questo è possibile. Si tratta quindi di mantenere allenato il sistema emozionale atto allo scegliere, anche nell’indeterminatezza. Onde iniziare la risoluzione nei momenti critici dei diversi inconvenienti che vengono a porsi. Tenendo presente quanto tipicamente a fronte di difficolta, spesso inaspettate, agiamo con le due classiche strategie risolutive, prioritarie nel nostro abituale approccio esecutivo. Chi affronta prima i compiti che sembrano meno complicati posticipando quelli in apparenza più difficili. Chi invece agisce in modo opposto, inizialmente cercando di risolvere quelli che reputa difficoltosi, sperando che quelli più agevoli si risolvano automaticamente. Sono due modalità valide, ciò che è rilevante è la consapevolezza dell’interazione delle due modalità, onde essere pronti e flessibili per attuarle velocemente, avvicendandole. Mantenere una prospettiva operativa gioviale, rammentando a se stessi, capacità e progressi del passato. Un valido esempio sono le persone naturalmente creative, come chi sviluppando le proprie peculiarità artistiche trova soddisfazione crescente nello svolgere azioni arricchenti nella quantità e nella qualità del tempo, valorizzando e considerandolo, nel trascorrere, sempre valido. Seguendo e sviluppando il proprio estro. Molti artisti, dimostrano con frequenza quanto un percorso ondulato, incostante, non solo sfruttando il loro talento, ma tendente a ridefinisce il proprio percorso di vita, permetta un progresso continuo in soddisfazioni. Ecco che affrontare una situazione critica anche grave; metaforicamente, travolti da un’uragano, l'essere allenati alla gestione alle diverse incognite, scomporle, rende gestibili anche i momenti peggiori consentendo progressi e recupero tangibile. La riflessione calma permette il districarsi dalla confusione emozionale per fare chiarezza, all’emergere di un orientamento. Respirare profondamente e meditare svuotando la mente. Dare attenzione, rilevanza al continuo allenamento all’instabilità, utile, funzionale alla limpidezza distintiva nel distinguere ciò che è importante, da ciò che è urgente.


La stabilità emotiva può essere una qualità decisamente preziosa, con prevalenza quando si vogliono affrontare situazioni con precarie risorse disponibili. Per poter attuare scelte e avere le capacità di gestione delle proprie ulteriori emozioni con equilibrio ponderato. Calma e ragionevole lucidità; affrontando e superando le avversità. Più inclini a reazioni funzionali, a generare soluzioni anche problematiche, ma risolvibili con creatività. Essere stabili non significa necessariamente sopprimere o ignorare il proprio mondo emozionale. Anzi è fondamentale saper riconoscere la convenienza a ciò che si prova. Un equilibrio che evolve nel tempo, favorendo un grado maggiormente elevato di consapevolezza di sé.


Poniamo l’attenzione sn noto bivio emotivo che molti sperimentano. Da una parte l'impulso a risolvere i problemi efficacemente e rapidamente, derivante anche da pressioni esterne al proprio volere, o interne, quando si tratta di aspettative personali, fino al desiderio di controllo. Sull’altra polarità troviamo l'indolenza figlia del timore di sbagliare, atavica paura di errare o di non essere all'altezza delle proprie e altrui aspettative. Due forze contrapposte generatrici di tensione, dove vincendo la pigrizia al tenersi allenati alle scelte intrepide, allevia i sentimenti di ansia, stress e chiara indecisione; un rinnovato vigore. Accettare il bivio emotivo è viatico e fautore a un percorso di consapevolezza e bilanciamento emozionale. Ogni errore è opportunità e apprendimento. Stabilire delle priorità rende gestibili le dinamiche anche più complesse. Questo aiuta l’auto fiducia. In situazioni di crisi, utile fare affidamento anche sull’intuito, quando allenato emotivamente alle decisioni, anche rapide, rende agevole la risposta per un risultato soddisfacente.


Accettare l'incertezza come parte della vita moderna, senza che questo porti a uno stato di ansia perenne. Si tratta di trovare un equilibrio tra il riconoscimento che non tutte le domande hanno risposte definitive e il mantenimento di una serenità interiore.Il concetto riflette un approccio maturo e realistica sulle possibilità che la vita offre, particolarmente rilevante in situazioni caratterizzate da rapidi mutamenti a complessità crescente. Coltivare una resilienza cognitiva, emotiva a fronte dell’incertezza, piuttosto che inseguire invano risposte definitive. Una condizione di transizione o crisi, in cui ci si rende conto che alcune certezze non sono più applicabili, rilevanti al fine preposto. Comune in periodi di cambiamento psicologico, quando le vecchie certezze sono messe in discussione e nuove forme di comportamento, pensiero sono ancora in nuce per essere pienamente apprezzate, sviluppate. Trovare un equilibrio tra de-costruzione e costruzione con un atteggiamento propositivo che possa attivare un miglioramento o a una trasformazione efficace. Un processo che alimenta introspezione, creatività e apertura mentale verso nuovi paradigmi che possano dribblare quelli ormai obsoleti, ma con attenta consapevole cautela. Imparare a convivere con l'incertezza è anche una sfida ricca di significato, verso la crescita personale. Invece di insistere nelle domande, ricerche confermative, conviene sviluppare una mentalità più flessibile. Questo approccio permette di allenarsi meglio alle mutevoli circostanze, attenti alle opportunità, specie laddove sembrano esserci solo problemi, ostacoli.


Evidente a molti quanto l’estate, periodo dell'anno ricco di momenti speciali, intensi, straordinari, sia accompagnata da una sottile sensazione di tempo fugace. Caratteristica che la rende decisamente preziosa. Uno stimolo a tenere attivo il sistema emozionale atto a cogliere attimi irripetibili, intensi, anche senza una chiara spiegazione. Come le pagine di un libro che rimangono chiuse, piegate, non apribili. L'inspiegabile di frequente attiva in noi un fascino unico, attivante la fantasia e la curiosità. Fenomeni inaspettati in cui sentiamo la nostra difficoltà a comprendere totalmente ci portano a esplorare, a porci domande attivando il sognare a occhi aperti. Al contrario della razionalità e del metodo scientifico, fondamentali per il progredire e la comprensione della realtà, neutra, senza un chiaro significato, l'inspiegabile ci rammenta quanto ci sia ulteriormente sempre da scoprire.


Un processo dinamico di crescita continua, in cui le esperienze permettono di evolvere anche con sentimenti contrastanti e a volte indicibili. Una sfida all’auto scoperta che contribuisce all’arricchimento della nostra comprensione. Inevitabile il riferimento alle relazioni umane; interazioni ricche verso un ruolo fondante nel nostro sviluppo. Infatti le relazioni con gli altri, sono un continuo apprendiamo, un confronto anche conflittuale o a supporto, oltre che un sostegno emotivo per affrontare le sfide esistenziali. Prendendo atto di quanto il futuro è incerto e che succederà ciò che deve avvenire, indipendentemente dai nostri voleri, desideri o progetti; permette di accogliere l'indeterminato e dare fiducia al corso naturale, vitale, degli eventi.


La tua ansietà è direttamente proporzionale alla tua dimenticanza della natura, perché tu porti in te stesso paure e desideri illimitati
Epicuro

- Gestalt Counselor - Dott. Scienze e Tecniche Psicologiche - Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni -

Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.