Notoriamente l’essere motivati, con relative aspettative ci espone a eventuali delusioni.
Sono strettamente interconnesse nel contesto psicologico energetico derivante,
verso un comportamento pro attivo. Indispensabile la spinta interiore che ci
stimola ad agire per raggiungere determinati obiettivi, soddisfare un’ampio
spettro di bisogni. La motivazione é influenzata da fattori endogeni,
dalle passioni ai sogni personali da realizzare, o esogeni, riscontrabili
in incentivi e ovviamente dal supporto sociale.
Quando si è motivati, spesso sviluppiamo delle aspettative riferibili ai risultati delle nostre azioni. Tenendo presente che le aspettative possono essere realistiche, tendenzialmente fattibili o irrealistiche, o realizzabili sulla base delle esperienze precedenti, più o meno favorevoli alla continuità, oppure alle interruzione nella prosecuzione, dalle ulteriori informazioni disponibili nel contingente e dalle proprie convinzioni che si realizzano nell’evoluzione degli apprendimenti. Di conseguenza siamo esposti in misura maggiore al crescere delle motivazioni, correlate alle aspettative che non trovano soddisfazione, favorendo l’insorgere di un crescendo di delusioni. Queste si verificano quando il divario tra ciò che si sperava di ottenere, le energia impiegate, sia in termini di tempo, sia in termini di quantità e ciò che effettivamente è realizzato. Infatti le delusioni possono influenzare, assorbire energia alle motivazioni verso il futuro, creando una diminuzione dell’indispensabile entusiasmo iniziale. Ecco l’importanza dell’essere allenati a una ricalibrazione delle aspettative. Chiaramente se le delusioni possono ridurre le motivazioni, è pur vero al contrario, possono, quando si è predisposti, stimolare il miglioramento e l'adattamento delle ulteriori strategie da mettere in atto. Possiamo reagire alle delusioni adattando le aspettative, cercando nuove ulteriori adeguate informazioni, comunque cambiando l’approccio a futuri tentativi, indispensabili sperimentazioni. Un buon modo per mantenere la motivazione di fronte alle eventuali delusioni è saper gestire e saper calibrare le aspettative, accettando di imparare da quelli che chiamiamo comunemente errori, ma che sono comunque utili esperienze e mantenendo un approccio flessibile e gioviale, anche a fronte delle sofferenze derivanti dalle frustrazioni. Sapendo in sintesi quanto il ciclo tra motivazioni, delusioni, dolorose disillusioni e nuove motivazioni è continuo e permette la continua crescita personale psicologica e l'adattamento attraverso l'esperienza e continuo apprendimento.
Il godimento della vita è influenzato sia dalle mete raggiungibili,
sia dall'attitudine e dalle variabili iniziali, dalla predisposizione
con cui ci si pone a fronte del percorso intrapreso. Le aspettative possono deludere, specialmente quando sembrano più promettenti. Eppure anche contemporaneamente, possono realizzarsi quando meno ce l'aspettiamo, nei momenti di mancanza di speranza o quando ci sentiamo sull'orlo della disperazione. Possiamo anche inneggiare all'incertezza della vita e al potenziale imprevedibile degli eventi inaspettati. La modalità con cui ci approcciamo, le condizioni iniziali influenzano efficacemente il nostro modo di apprezzare e acquisire le esperienze, quanto i traguardi che ci siamo posti. Generando una vita comunque più soddisfacente, verso piaceri, indipendentemente dall’espletamento delle aspettative, dagli intoppi, eventi favorevoli e sfavorevoli, che si pongono lungo il percorso. Importanza l’essere in armonia, pienamente autentici con se stessi per assaporare una forma di libertà superiore. L’importanza di valorizzare la prospettiva del percorso piuttosto che l’estrema concentrazione sul solo raggiungimento dell’obiettivo finale posto a priori. Vi è un differenziale che rende le personali influenzate dal modo di porsi a fronte del viaggio, chiamato vita con le sue inevitabili incertezze a contribuire principalmente a come percepiamo, elaboriamo le insoddisfazioni e le mai piene potenziali soddisfazioni legate al traguardo. Le illusorie pseudo certezze a posteriori sono frutto di elaborazioni a priori cariche di desideri, a giustificare l’investimento, principalmente del tempo dedicato. La grande gioia risiede nel riconoscere e valorizzare il progredire delle esperienze accumulabili lungo il percorso, pur riconoscendo l’importanza di avere una destinazione finale. Assaporare il godimento d’ogni passo, nella consapevolezza deducibile dalle e nelle dinamiche del viaggio, per una vita ancor più significativa. Ogni momento è, indipendentemente dal piacere o dal dispiacere che possiamo provare, comunque un facente parte del nostro essere nel presente, per non rimanere ancorati nel rimpianto del passato o di quello che poteva essere, ma assaporare la realtà semplicemente per quello che è. L’abituale tendenza a focalizzarsi sugli aspetti sgradevoli della vita, può essere sviante a recepire le componenti vantaggiose che senza l’opportuna attenzione abbiamo davanti agli occhi. Come l’aneddoto di colui che cerca gli occhiali senza rendersi conto di averli sul naso. Facile perdere di vista la semplice evidenza delle gratificanti sperimentazioni a ricordarci a non porre eccessivamente troppa attenzione su ciò che ci manca o che non è esattamente come lo vogliamo. Si tratta di coltivare un approccio lieve, allenandoci a cambiare prospettiva, riconoscendo la gioia e la bellezza del creato, della natura sempre a disposizione, ai nostri sensi, ai nostri occhi. Un invito all’approccio alla vita da nomade, caratterizzato dall’esigenza di stare nella modalità della scoperta continua, dall’adattamento verso l’imprevisto. Una vita che tende a porre più domande piuttosto che fornire posticce risposte definitive. Un modo di porsi senza troppi protettivi gusci, accettando l’effimero come naturale. Questo permette l’incanto dell’inaspettato, una maggiore energia a disposizione per cogliere con gioiosa prontezza l’ampia ricchezza dell’imprevedibile. Valorizzare la leggerezza, liberi dal peso di pensieri grevi, di possessi. Un essere presenti nel momento presente, una capacità di adattamento al contingente, senza un luogo mentale fisso, con una preminente apertura verso le trasformazioni, accogliendo le incertezze vitali con dinamismo. Il nomadismo ha decisamente a che fare con l’essenze di libertà, con l’entusiasmo, valorizzando l’inatteso, senza la zavorra della dedizione continua a concetti su di sé, resi desueti dai cambiamenti. Alla polarità opposta troviamo il modo di vivere da vecchi, o di chi cerca una continua stanziale stabilità con la tendenza a ricercare ulteriore sicurezza, con le rassicuranti risposte pronte, restituenti un senso illusorio di controllo e ricerca dispendiosa alla prevedibilità, per affrontare una vita lunga e la predisposizione a eliminare insiti rischi. Un’esistenza strutturata da un’investimento eccessivo nell'idea di poter possedere e accumulare beni, quanto idee fisse, con frequenza neglette, a ricercare un impossibile senso di permanenza, di illusoria continuità. Una immaginabile perdita di energia fisica, mentale, con conseguente atteggiamento spinto a conservare, non incline alle trasformazioni, agli imprevisti. Il modo di pensare implicitamente sedimentato, diventa ancora e ulteriormente rigido, perdendo la naturale giovanile predisposizione al cambiamento di prospettive. L’approccio alla vita da nomade, vivendo la scoperta con levità, anche cercando l'incertezza con euforia, si contrappone al modo di porsi alle cose della vita, da stanziale, cercatore di sicurezza e stabilità, è chiaramente da persone stanche psicologicamente, indipendentemente dall’età anagrafica. Senza negare pregi e difetti, dei due modi di porsi. Si tratta di essere in equilibrio tra entusiasmo del nuovo avventuroso e tranquilla stabilità, rispettando le proprie priorità.
Cogliere i momenti di transizione è rilevante.
Sono momenti che possono essere validi catalizzatori per attuare il
cambiamento.
Anche la sensazione di un nuovo inizio, con frequenza ci dà la spinta necessaria per intraprendere importanti progetti o sedimentare abitudini che desideriamo da tempo. È un'opportunità per riflettere, riallineare le nostre priorità e volgersi al futuro con rinnovata energia, carica di entusiasmo. Stare sull’onda di questi vitali momenti ci permette di sfruttare al meglio l'energia trasformativa e puntare verso ulteriori nuovi intenti da realizzare con armoniosa determinazione. La capacità di ricominciare è intrinsecamente legata alla nostra volontà di benessere. Infatti non è necessario aspettare grandi eventi, spinte, possiamo scegliere di dare voce a un nuovo inizio in qualsiasi momento in cui ci diamo il permesso di attuarlo. Un cambio di prospettiva che ci consente di andare verso le varie situazioni con nuovi occhi, lasciando dietro di noi fattori ormai obsoleti o ciò che non ha più motivazione d’essere, aprendo la nostra porta interiore a nuove possibilità, per cogliere le contingenti opportunità. Un atto di resilienza, una presa d’atto consapevole che ci dà il potere di modellare il nostro viaggio di vita. Concentrare la nostra attenzione su ciò che vogliamo realizzare, non lasciandoci coinvolgere da ciò che desideriamo intrinsecamente evitare, è fondamentale per un efficace inizio. Indubbiamente questo approccio ci permette di canalizzare le nostre migliori energie in modalità costruttiva, supportando, promuovendo una crescita esistenziale valida. Chiaramente essere gentili con se stessi assecondando codesto processo è essenziale. Si tratta di garantirci uno spazio anche per il fallimento, la delusione e l'apprendimento sperimentale, rendendo il percorso ovviamente più sostenibile, nelle soddisfazioni realizzabili, appagante. L’adattamento a componenti nuove richiede pazienza, compassione nella comprensione di sé. Incontrare sfide lungo il percorso trasformativo, è importante per irrobustirsi e non scoraggiarsi, riconoscendo e celebrando anche i piccoli passi, progressi che aiutano a mantenere energeticamente alta la motivazione, onde costruire un’ulteriore fiducia nel progresso e del benessere di noi stessi. Un valido contributo significativo al nostro sviluppo psicologico personale. Abbracciare il processo evolutivo con un approccio, atteggiamento pro attivo ci permette di imparare e crescere, mantenendo viva la voglia e il desiderio del continuo miglioramento. Infatti l’energia di un nuovo inizio crea un potente effetto domino sulle risorse a disposizione, in particolar modo quando ci impegniamo a ricominciare, cogliendo inaspettate opportunità nel progredire, a soddisfare i nostri fondanti bisogni di realizzazione. Uno slancio che non solo ci dà la forza a sviluppare progetti e sogni, ma crea anche l’ambiente favorevole ricercato, per sostenerci nel percorso scelto.
Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo.
Eraclito
Le azioni utili a rafforzare il potere di scelta, sviluppare un sentimento consono al proprio valore, sono un viatico per nuove energie di vita.