“Non sono le cose della vita che causano le nostre emozioni, sono le nostre interpretazioni delle cose della vita che causano le nostre emozioni”

Epitteto

Il modo in cui definiamo il mondo, di fatto crea il mondo.

Alcuni tipici disfunzionali pensieri limitanti.

Capita a volte di pensare in una modalità definibile con un: "tutto o nulla". Ma vedere le cose del mondo in bianco e nero serve semplicemente a ridurre le molteplici possbilità di ampliare il piacere di vivere. Si cerca una perfezione illusoria mai completamente appagabile che restituisce un senso di fallimento totale.
Ci possiamo ritrovare ad esprimerci con eccessive generalizzazioni che ci portano a vedere il singolo evento come la conseguenza per una serie interminabile di catastrofi, usando nel pensarci " sempre o mai".
Limitazioni del pensiero che possiamo definire: filtro mentale tendenti a semplificare un unico dettaglio che consideriamo "negativo" soffermandoci solo su quello. Un'innocua parola di biasimo che annulla le precedenti lodi ricevute.
Cercare di andare velocemente alle conclusioni per avere la conferma delle proprie ragioni interpretando fatti, eventi, anche quando non c'é corrispondenza reale a sostegno della frettolosa conclusione. E' facile ritrovarsi con usuali comuni varianti, quasi a leggere la mente altrui concludento ad esempio arbitrariamente che qualcuno possa rifiutare i nostri propositi. Oppure altro classico esempio: immaginare un futuro in cui comunque vada sarà un disastro.
Utilizzando una lente di ingrandimento del nostro sentire, esagerando l'importanza di quelli che consideriamo in nostri difetti o di contrappunto minimizzando le ottime qualità.
Non tenere conto che il nostro stato emotivo scartando le diverse possibilità ci può portare al presupposto che le stesse emozioni "negative" rispecchino esattamente lo stato delle cose. "Mi sento in colpa, quindi sono una persona spregevole."
Frustrazione derivante da imperativi del pensiero dicendoci che le cose dovrebbero essere come le si è sempre progettate, previste. Ripetendoci i frequenti: "dovrei" o "non dovrei" come se ci fosse bisogno di energia per spingere la situazione oppure una continua minaccia di punizione.
Classificarci in un'unico abituale, confortevole "copione di vita" quando si commette un semplice errore, ci si ritrova a dirsi: sono una frana o concetti analoghi.
Situazioni in cui svalutiamo o non consideriamo adeguatamente le esperienze precedenti in cui vi é stato un buon esito, dicendoci che l'impresa sarebbe riuscita a chiunque.
Interessante anche il senso di onnipotenza quando si personalizzano le circostanze di un fatto, attribuendosi la responsabilità d'evento che non dipende dalle nostre azioni e, nonostante ciò sentendoci comunque in colpa.

Conoscere, approfondire, esplorare, ricevere una consulenza, prenotare un appuntamento

Contatto

Mirco Chiodi
Gestalt Counselor

via Revel 6 - 10121 Torino

tel. 3472789674

mirco @d-essere.it (senza spazi)